Il coraggio dell’arte nata ai margini, lo stile di Vincenzo Corrado.
Vincenzo (Nello) Corrado. Vita e opere di un pittore calabrese del ’900 in un’opera edita da Libritalia.
In una Calabria rurale agli albori del Novecento, dove l’arte sembrava un lusso lontano e quasi irraggiungibile, scegliere di diventare pittore non era soltanto una vocazione: era un atto di coraggio. Un gesto controcorrente, spesso incomprensibile, talvolta osteggiato. È in questo contesto storico e umano che prende forma la vicenda artistica e personale di Vincenzo Corrado, per tutti Nello, pittore calabrese del ’900, oggi finalmente restituito alla memoria collettiva grazie al volume Vincenzo (Nello) Corrado. Vita e opere di un pittore calabrese del ’900, a cura di Giuseppe Corrado, edito da Libritalia Edizioni. Mentre i grandi centri culturali italiani – Firenze, Roma, Napoli – pulsavano di fermento creativo, sperimentazioni e avanguardie, l’entroterra calabrese restava un mondo chiuso, distante, apparentemente immobile. Qui la pittura non era mestiere, né prospettiva di vita. Era semmai un passatempo, una stravaganza. Eppure proprio da quelle terre silenziose, segnate dal lavoro dei campi, dalla povertà dignitosa e da un tempo scandito dai cicli della natura, nacque un talento deciso a non lasciarsi soffocare dai limiti del luogo e del tempo.La figura di Nello Corrado incarna quella generazione di artisti “periferici” che hanno vissuto ai margini dei grandi circuiti ufficiali, ma non per questo ai margini dell’arte. Al contrario: la sua pittura affonda le radici in una visione autentica, nutrita dall’osservazione diretta della realtà, dalla familiarità con i volti, i gesti, i paesaggi di una Calabria arcaica e intensa. Una Calabria che nelle sue opere non è mai folkloristica, ma profondamente umana. Il volume curato da Giuseppe Corrado non è soltanto una monografia artistica: è un atto di restituzione storica e affettiva. Attraverso un lavoro attento di ricostruzione biografica, l’autore accompagna il lettore dentro la vita di Nello Corrado, mettendo in luce il contesto sociale in cui l’artista si forma, le difficoltà materiali, le scelte spesso solitarie, ma anche la coerenza di un percorso che non ha mai rinnegato le proprie origini. La pittura di Corrado si muove tra figurazione e sensibilità intimista. I suoi soggetti prediletti sono uomini e donne del popolo, scene di vita quotidiana, paesaggi rurali, interni domestici carichi di silenzio. Ogni tela racconta una storia senza enfasi, con una sobrietà che diventa cifra stilistica. I colori, mai gridati, sembrano assorbire la luce del Sud senza lasciarsi abbagliare; le composizioni rivelano una mano sicura, maturata attraverso lo studio e l’osservazione, più che attraverso l’adesione a una scuola o a una moda. In questo senso, Nello Corrado appare come un artista “fuori dal tempo”, ma non per questo isolato. Il suo dialogo con la tradizione pittorica italiana è silenzioso ma costante. Non rincorre le avanguardie, non cerca la rottura a tutti i costi: sceglie piuttosto la strada della continuità, dell’approfondimento, della fedeltà a una visione del mondo in cui l’arte ha il compito di testimoniare, di conservare, di dare dignità al vissuto quotidiano. Il libro di Libritalia Edizioni si distingue anche per l’apparato iconografico, che consente di seguire l’evoluzione stilistica dell’artista e di cogliere la coerenza del suo percorso. Le opere riprodotte dialogano con il testo critico, offrendo al lettore non solo informazioni, ma un’esperienza di immersione nell’universo poetico di Corrado. Particolarmente significativo è il ruolo del curatore, Giuseppe Corrado, che evita ogni celebrazione retorica per restituire un ritratto onesto e partecipe. Il legame personale con l’artista diventa qui valore aggiunto: non un filtro deformante, ma uno strumento di comprensione profonda, capace di intrecciare memoria privata e storia collettiva. In un’epoca come la nostra, dominata dalla velocità e dalla sovraesposizione, riscoprire figure come Vincenzo (Nello) Corrado significa interrogarsi sul senso stesso dell’arte e della memoria. Significa riconoscere che esiste una storia culturale italiana fatta anche di percorsi silenziosi, di talenti coltivati lontano dai riflettori, di opere che parlano con voce bassa ma persistente. Questo volume non è soltanto un omaggio a un pittore calabrese del ’900. È un invito a guardare oltre i centri, oltre i nomi già canonizzati, per riscoprire quella “Italia minore” che minore non è affatto, ma che ha ancora molto da raccontare. E lo fa, grazie a Nello Corrado, attraverso il linguaggio universale e senza tempo della pittura.
