Mentre si assiste ad una contrazione generalizzata dei fatturati e degli investimenti nel settore primario, come conseguenza della pandemia e della crisi economica, l’innovazione digitale in agricoltura fa registrare segnali positivi. È quanto emerge da uno studio diffuso recentemente dall’Osservatorio Smart Agrifood, partecipato dal Politecnico di Milano e dall’Università degli Studi di Brescia.
“Si tratta di dati incoraggianti – commenta Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia – in quanto rilevano nel 2020 un incremento del 20% su base annua degli investimenti in soluzioni di agricoltura 4.0 da parte delle imprese italiane, con una proiezione positiva anche per l’inizio di quest’anno”. Le applicazioni che si riferiscono all’agricoltura digitale comprendono una serie variegata di soluzioni, che vanno dalla mobilità e geolocalizzazione delle macchine al monitoraggio remoto dei terreni, dalle mappature per l’ottimizzazione dei fattori produttivi alla gestione irrigua assistita dalla tecnologia.
“A fare da apripista in questo nuovo ciclo di modernizzazione del settore primario – osserva il direttore di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo – sono principalmente le imprese agromeccaniche: l’auspicio è che si possa dar corso ad una proficua partnership istituzionale tra pubblico e privato al fine di capitalizzare gli sforzi delle imprese effettivamente desiderose di investire in innovazione e sviluppo”.
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