Tempi di riconversione anche per la seconda società produttrice di birra al mondo. Heineken ha deciso di attuare il piano EverGreen, accelerando i tempi a seguito della pandemia. L’operazione in un triennio dovrebbe far risparmiare al gruppo olandese all’incirca 2 miliardi di euro. Il programma prevede la riduzione di migliaia di unità su scala globale.
Heineken taglierà in totale 8 mila posti di lavoro, un decimo del numero globale degli addetti del gruppo. Sono 2 mila gli italiani che lavorano per il colosso della birra, che con un volume produttivo nazionale di oltre 5,5 milioni di ettolitri di birra, è il birrificio più importante.
Heineken ha assorbito negli anni oltre 300 brand internazionali, regionali e locali. Il piano EverGreen mira a far rientrare in positivo il bilancio aziendale e a far andare il gruppo verso una direzione attenta all’ambiente. Al momento non è previsto l’abbandono delle diverse marche, anche se è possibile ipotizzare un ridimensionamento nei volumi di produzione e vendita. Heineken gestisce le birre italiane Cervisia, Dreher, Ichnusa, Messina, Moretti, Prinz, Sans Souci e Von Wunster. In Italia produce e distribuisce anche i prodotti internazionali di Adelscott, Affligem, Amstel, Brand Bier, Buckler, Cruzcampo, Doreleï, Desperados, Fischer, Henninger, Lasko, Karlovačko, McFarland, Murphy’s, Newcastle Brown Ale, Postel, Sagres, Strongbow, Sol, Union, Wieckse Witte e Żywiec.
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