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Indica o sativa: quale scegliere?

Nella comunità di appassionati di cannabis è risaputo ma forse non tutti sanno che ne esistono diverse varianti, oggi faremo chiarezza sulle due più importanti.

In particolar modo ci sono due varianti della cannabis che da sempre rappresentano il dilemma principale della community, meglio la cannabis sativa o quella indica?. Il dibattito va avanti da sempre, in realtà prima di capire quale ceppo di cannabis preferire bisogna conoscere tutte le differenze tra le due. Ci sono infatti una serie di cose che le differenziano, sia a livello fisico che per quanto riguarda aromi e effetti.

Varianti e origine

Prima di addentrarci sulle differenze sostanziali tra sativa e indica dobbiamo fare un passo indietro alle origini. Prima del 1750 la Cannabis era stata classificata da Carlo Linneo come monotipo. Il nome che le diete fu Cannabis sativa, pensando erroneamente si trattasse di un unica specie. Nel 1785, tuttavia, Jean-Baptiste Lamark scoprì una nuova specie in India che chiamò Cannabis Indica. Questo tipo di Cannabis differiva da quella scoperta da Linneo per via delle scarse quantità di fibre a favore di incredibili effetti assuefatevi. Non finisce qui, più recentemente il russo Janichevsky scoprì addirittura una terza variante oggi chiamata Cannabis rudelaris. 

Oggi si discute ancora molto sulla tassonomia delle tre varianti di cannabis, ma gli scienziati sono abbastanza d’accordo nel pensare che siano effettivamente amputabili a tre specie differenti, sopratutto per via delle notevoli differenze genetiche.

Differenza tra Sativa e Indica

Prima di soffermarci su entrambe possiamo subito notare la differenza principale tra le due, almeno a livello visivo. Le due specie si presentano molto diverse, la sativa è una pianta alta con foglie strette e lunghe, mentre la indica è più bassa e con le foglie molto più larghe e corte.

Sativa

Questa tipologia di cannabis predilige le zone calde e tropicali come il Vietnam, Thailandia, Messico o Colombia. Li la pianta può anche crescere spontaneamente, la sua forma allungata ne facilità lo sviluppo in queste zone calde e umide proteggendosi da parassiti e funghi. Visto le altezza che riescono a raggiungere è consigliabile coltivarle all’aperto. Gli effetti delle Sativa sono prevalentemente energizzanti e molto stimolanti, cosa che va in netto contrasto con le altre tipologie di cannabis con effetti esattamente contrari.

Indica

A differenza della Sativa, la Indica predilige le zone più fredde, secche e montuose. Le zone dove cresce spontaneamente sono l’India e il Napal, qui l’estate è solitamente molto breve e non particolarmente calda. La pianta si è saputa adattare a questi climi più rigidi grazie alla sua fioritura veloce e alla densità di foglie di cui è dotata. Proprio per la sua struttura naturale le Indica sono facilmente coltivabili anche al chiuso, sono più compatte e fioriscono prima rispetto le Sativa. Questa tipologia di cannabis produce degli effetti prevalentemente sedative e rilassanti, proprio per questo spesso vengono utilizzate anche in campo medico. Quindi quale tipo di cannabis scegliere? Beh la parola spetta a voi, noi vi abbiamo elencato le differenze principali tra le due specie in modo da poter scegliere quella che più fa al caso vostro.

Redattore Travel

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