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Francavilla Angitola aspetta un parroco a tempo pieno: «Basta rinvii, la comunità merita risposte»

Da anni, dopo la morte di don Giovanni Tozzo, la comunità attende una nomina definitiva. Un appello al Vescovo per una decisione condivisa, nel rispetto delle prerogative ecclesiastiche e delle esigenze dei fedeli.

Da qualche mese, girano voci di una raccolta di firme, a Francavilla e a Filadelfia, per sostenere la figura di un sacerdote alla guida della parrocchia di Francavilla, che altre voci discordanti dicono destinato ad altro luogo.

Non voglio ergermi a paladino di cause e battaglie civili riguardanti il mio paese, però una riflessione seria, e a voce alta sia utile farla, dopo aver ascoltato diverse versioni sul tema e aver letto, per l’ennesima volta sui giornali e sui social, di alcune decisioni del Vescovo della diocesi Miletese che ha proceduto ad assegnare sacerdoti a diverse comunità della provincia, ignorando ancora, dopo alcuni anni dalla morte di don Giovanni Tozzo, la situazione di Francavilla.

Non mi occupo della questione con spirito polemico ma con l’intento di fare un po’ di chiarezza e provare a capire le ragioni di una iniziativa che sarebbe bene affrontare alla luce del sole e coinvolgendo la popolazione per arrivare ad ottenere qualcosa di importante.

Alla luce di tutto questo, pur non essendo stato minimamente coinvolto, mi sento di esprimere il mio personale libero pensiero perché parte della mia vita è legata a momenti, situazioni, fatti, legami, ricordi, alla vita della parrocchia francavillese, da esserne testimone privilegiato del tempo andato.

Non credo che la nostra comunità, che ha avuto molta pazienza e sottomissione, possa non avere quell’attenzione e il riguardo che altre realtà più piccole della nostra hanno invece avuto.

Ci sono altre ragioni? Se sì, perché i fedeli non vengono messi al corrente attraverso un aperto confronto? Non sempre le ragioni sono di una sola parte e le mancate decisioni debbano gravare o essere accettate supinamente.

Un interessamento non è interferenza ma aiuto a scegliere un profilo più rappresentativo e ben gradito alla popolazione senza negare principi e prerogative che spettano alla rispettata autorità del Vescovo.

Non si può tuttavia procrastinare nel tempo una decisione che si aspettava da alcuni anni al punto che è ricorrente l’interrogativo sul perché non si vuole nominare un parroco a Francavilla. Se lo chiedono in tanti. C’è lo chiediamo nella totalità degli abitanti.

Un Amministratore, nella figura di don Gregorio Grande, opera già da due anni a Francavilla, garantendo e assicurando lo svolgimento delle funzioni religiose, ma non trova il tempo di fermarsi perché deve scappare altrove per altri impegni in altra parrocchia.

Come si può capire, non è una situazione che possa soddisfare e di fronte alla quale ognuno trova facile domandarsi perché lo stesso non ottenga la nomina di parroco.

Questa posizione, lo si può immaginare, lo limita nel rapporto con i fedeli perché deve dividersi con altro incarico da espletare in altra parrocchia a Filadelfia.

Francavilla ha bisogno di un parroco a tempo pieno. Lo andiamo ripetendo da tempo.

La figura del parroco è centralità in un paese, è guida, ascolto, è sicurezza, è conforto, è vicinanza. Non poter godere pienamente di tutto questo significa camminare nell’incertezza.

Non la si può accettare ancora a lungo la mancata nomina, qualunque essa sia, e per questo si rende necessaria una decisione certa e confortante che vada nell’interesse dell’intera popolazione.

C’è bisogno di un presenza continua e costante. C’è bisogno di un parroco che unisca la popolazione, un pastore che non attende ma vada alla ricerca del popolo, che giri tra le vie, che visiti gli ammalati, che incontri soprattutto i nostri giovani, a lungo trascurati, ed a cui parlare e con i quali relazionarsi.

Si pensi a sistemare l’oratorio e l’alloggio che dovrà ospitarlo ed accoglierlo e si coinvolgano i cittadini che sapranno rispondere con dedizione e sacrificio al buon fine. Ognuno farà la sua parte.

Così come si chiede, a chi verrà incaricato, di svolgere il suo mandato con passione, impegno e convinzione di trovarsi in una realtà dalle grandi potenzialità sul piano delle esperienze di fede che vanno incoraggiate e supportate da una forte volontà a farle emergere.

C’è bisogno di un parroco che lasci da parte le simpatie e si faccia carico di tutti i suoi fedeli. Che parli ed accolga tutti con lo stesso spirito di figli. Che sia prete di tutti e non di un cerchio magico di convenienza a scapito di chi non ne fa parte.

Ricrei un Consiglio pastorale aperto a tutti i volenterosi, dove il dialogo ed il confronto sia momento di crescita e non luogo di difesa di posizioni acquisite, dí contrapposizioni e di esclusioni preconcetti nei confronti di chi vuole collaborare e vivere un rapporto sereno nella chiesa e nell’oratorio.

C’è bisogno di un parroco che sappia guidare e sappia in particolare parlare al cuore di chi soffre. Per fare tutto questo è necessario stare dentro una comunità e sentirsi parte.

Ecco perché Francavilla lo aspetta con trepidazione questo parroco, per recuperare il tempo perduto, e con il quale fare un percorso comune di crescita, di apostolato e di fede.

Se ne sente il bisogno e con trepidazione e fiducia se ne attende la nomina. Ci auguriamo che questo avvenga al più presto per un comune cammino di vita sociale e di fede.

Franco Torchia

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