La Francia è sotto shock dopo la sparatoria che venerdì 23 ottobre ha insanguinato Trappes e La Verrière, nei dipartimenti degli Yvelines, a circa 30 chilometri da Parigi. Un uomo di 26 anni, Pengo Bossio Wangi, è morto e altre cinque persone sono rimaste ferite, tra cui una bambina di 12 anni.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è recato a Trappes nella serata di venerdì, dove ha definito l’accaduto un «attentato terroristico razzista», denunciando un attacco di estrema gravità che, secondo le sue parole, segna una svolta per la Repubblica francese.
Nel messaggio pubblicato sui social, Macron ha espresso la vicinanza della Nazione alle vittime e alle loro famiglie, sottolineando che cinque persone si trovano in condizioni estremamente gravi. Tra loro c’è una bambina che lotta per la vita. Le informazioni diffuse successivamente indicavano che le sue condizioni erano state stabilizzate, senza ulteriori dettagli clinici.
Il capo dello Stato ha ribadito la determinazione della Francia a combattere il razzismo in tutte le sue forme, richiamando anche la necessità di non dimenticare le vittime degli attentati che hanno colpito cristiani ed ebrei proprio a causa della loro appartenenza religiosa.
«Nessun dolore dovrebbe essere gerarchizzato», è il senso del richiamo di Macron, che ha invitato il Paese a restare unito di fronte alla violenza e all’odio.
Il Parquet national antiterroriste, la Procura nazionale antiterrorismo francese, ha assunto la competenza sul caso. L’indagine riguarda, tra le altre ipotesi, omicidio e tentati omicidi in relazione a un’impresa terroristica, con l’aggravante di un possibile movente legato all’appartenenza etnica, nazionale o religiosa delle vittime.
Il sospettato, un uomo di 39 anni identificato come Kévin T., è stato arrestato a Coignières e posto in stato di fermo. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica degli spari e verificando le motivazioni dell’attacco. Secondo le informazioni diffuse dalla stampa francese, nel suo appartamento sarebbero stati trovati anche dispositivi potenzialmente esplosivi.
La pista di un attacco motivato dall’odio razziale è al centro delle indagini, ma spetterà alla magistratura accertare definitivamente le responsabilità e il movente.
Macron ha concluso il suo messaggio richiamando i valori di unità, sicurezza e convivenza della Repubblica, promettendo di continuare la lotta contro il razzismo, l’antisemitismo e ogni forma di persecuzione basata sulla religione o sul colore della pelle.
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