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Barcellona-El Prat cambia volto: 1,8 miliardi per il grande rilancio dell’aeroporto

Terminal rinnovati, 70.000 metri quadrati in più alla T1, 153 milioni per la T2 e nuovi investimenti sulle piste. Ma la vera rivoluzione arriverà con l’allungamento della pista sul mare e la nuova terminal satellite. El Prat si prepara a quasi un decennio di cantieri.

BARCELLONA – L’aeroporto di Barcellona-El Prat si prepara a cambiare pelle. E lo farà molto prima che venga realizzata la grande espansione destinata ad aumentare in modo significativo la capacità dello scalo catalano.

Il piano è ambizioso: 1,8 miliardi di euro di investimenti tra il 2027 e il 2031, interventi sui due principali terminal, lavori sulle piste, nuovi sistemi di sicurezza e gestione dei bagagli, collegamenti più efficienti con il trasporto pubblico e una trasformazione radicale della T1.

La grande partita, però, non riguarda soltanto i cantieri già programmati. Sullo sfondo rimane infatti il progetto più discusso: allungare di 500 metri la pista lato mare, portandola a 3.160 metri, e costruire una nuova terminal satellite.

Un progetto che continua a dividere opinione pubblica, istituzioni e ambientalisti e che deve ancora superare importanti passaggi amministrativi e ambientali a livello europeo.

Nel frattempo, però, Aena non resta ferma.

La prima rivoluzione è già cominciata

L’aeroporto non può aspettare l’espansione definitiva. Il traffico passeggeri continua a crescere e le infrastrutture devono essere adeguate per evitare che l’aumento dei viaggiatori si traduca in code, disservizi e peggioramento della qualità dell’esperienza.

Da qui nasce il nuovo programma di investimenti.

Il prossimo ciclo, denominato DORA III, prevede per El Prat circa 1,8 miliardi di euro tra il 2027 e il 2031. Una cifra nettamente superiore agli investimenti realizzati nei precedenti cicli.

Aena aveva già individuato almeno 878 milioni di euro in progetti specifici, ma il quadro complessivo è destinato a essere ancora più ampio.

La differenza rispetto al passato è evidente: non si tratta più soltanto di manutenzione ordinaria o di piccoli interventi. Ora si entra nella fase della grande trasformazione infrastrutturale.

E il primo protagonista sarà il Terminal 2.

T2: 153 milioni per trasformare uno dei simboli di El Prat

La T2 rappresenta circa il 35% del traffico dell’aeroporto, con oltre 20 milioni di passeggeri ogni anno.

Per questo Aena ha previsto un investimento di 153,4 milioni di euro destinato a una profonda riqualificazione.

I lavori si concentreranno soprattutto tra il 2027 e il 2031 e dovrebbero concludersi nel 2032. La sfida sarà particolarmente complessa perché il terminal dovrà continuare a funzionare durante le opere.

L’obiettivo è quello di “ricucire” le diverse strutture che nel corso di oltre sessant’anni hanno formato l’attuale T2.

La facciata della T2B sarà rinnovata, mantenendo però il caratteristico mix di vetro e alluminio che da decenni identifica questa parte dell’aeroporto.

Cambieranno anche gli spazi esterni: nuova vegetazione mediterranea, nuovi sistemi di illuminazione, arredi e percorsi pedonali.

Ma la trasformazione più importante sarà forse quella interna.

La Rambla della T2 verrà completamente riqualificata con nuove finiture, segnaletica, illuminazione, aree di attesa, spazi di lavoro e zone dedicate alle famiglie.

Tornerà inoltre il servizio di check-in nel modulo T2A, utilizzato negli ultimi anni principalmente per gli arrivi.

L’idea è semplice ma significativa: trasformare la T2 da insieme di edifici realizzati in epoche diverse in un ambiente più moderno, uniforme e funzionale.

Più spazio anche alla T1

Se la T2 verrà profondamente rinnovata, la T1 sarà protagonista di un intervento ancora più imponente.

Il progetto vale circa 700 milioni di euro e prevede una trasformazione strutturale della terminal inaugurata nel 2009.

L’intervento più spettacolare arriverà a partire dal 2028: la facciata principale sarà spostata di circa 38 metri verso l’esterno.

Il risultato sarà un ampliamento di circa 70.000 metri quadrati.

Non si tratta soltanto di una questione estetica. Il nuovo spazio sarà necessario anche per ospitare i moderni sistemi di controllo dei bagagli, che richiedono strutture più grandi rispetto a quelle utilizzate in passato.

I lavori dovrebbero proseguire fino al 2032.

E durante questa trasformazione sparirà anche un pezzo della storia dell’aeroporto: la vecchia torre di controllo, inutilizzata dal 2005 e ormai incastrata tra la T1 e i parcheggi, sarà demolita.

Un’immagine destinata a diventare simbolica del cambiamento di El Prat.

La pista sul mare: il vero punto della partita

Ma la grande trasformazione dell’aeroporto non può essere raccontata senza parlare delle piste.

Aena ha previsto circa 110 milioni di euro per interventi sul campo di volo.

Uno dei lavori più importanti riguarderà la pista 06R-24L, proprio quella che in futuro dovrebbe essere allungata verso La Ricarda.

Prima dell’eventuale prolungamento, però, la pista dovrà essere completamente rinnovata.

I lavori dureranno circa 30 mesi e comporteranno una chiusura temporanea di circa 50 giorni.

Per ridurre al minimo le conseguenze sul traffico aereo, Aena punta a concentrare la chiusura durante l’inverno del 2027. Se non sarà possibile rispettare questo calendario, l’intervento potrebbe slittare al 2028.

Nel frattempo continueranno anche altri cantieri: rifacimento delle pavimentazioni delle vie di rullaggio e dei piazzali, nuovi sistemi automatizzati per i bagagli, adeguamento dei sistemi antincendio, interventi sulla climatizzazione della T2 e nuovi impianti fotovoltaici.

Il collegamento con la città diventa strategico

La modernizzazione di El Prat non riguarda soltanto gli aerei.

Uno degli obiettivi è migliorare il rapporto tra aeroporto e trasporto pubblico.

Saranno riorganizzati i percorsi tra i terminal, la metropolitana e Rodalies, mentre gli spazi verranno predisposti anche in vista del futuro collegamento ferroviario delle FGC.

L’obiettivo è rendere l’aeroporto sempre più integrato nella rete di trasporto dell’area metropolitana di Barcellona.

Una necessità sempre più evidente con l’aumento dei passeggeri.

E poi arriverà la vera espansione

Tutto questo, però, è soltanto il preludio.

La vera partita sarà giocata con il nuovo Piano Direttore di El Prat, per il quale Aena ha previsto un investimento di 2,68 milioni di euro.

Il documento dovrà stabilire come sviluppare l’aeroporto nei prossimi decenni e soprattutto come inserire le opere più controverse: l’allungamento della pista lato mare e la nuova terminal satellite.

Il calendario è lungo.

Nel 2026 sono previste le prime consultazioni strategiche. Nel 2027 arriveranno la fase di informazione pubblica e gli iter presso i diversi organismi competenti.

La progettazione delle opere di ampliamento dovrebbe iniziare nel 2028, mentre la procedura ambientale potrebbe proseguire fino al 2030.

Ma c’è una condizione fondamentale: l’iter dovrà confrontarsi con le questioni ambientali legate al Delta del Llobregat, una delle aree più delicate dell’intero progetto.

Quasi dieci anni per cambiare El Prat

La fotografia che emerge è quella di un aeroporto destinato a vivere una trasformazione lunga e complessa.

Nei prossimi anni El Prat avrà una T2 completamente rinnovata, una T1 più grande di 70.000 metri quadrati, nuovi sistemi di controllo, infrastrutture aeroportuali più moderne, piste riqualificate e collegamenti con il trasporto pubblico più efficienti.

E tutto questo prima ancora che venga realizzato il progetto destinato a cambiare definitivamente la capacità dello scalo.

Barcellona, dunque, non aspetta il futuro: lo sta già costruendo.

La domanda è quanto sarà grande il nuovo El Prat quando tutti i progetti saranno finalmente completati. E soprattutto se l’aeroporto riuscirà a conciliare la necessità di crescere con la tutela ambientale di uno dei territori più delicati della Catalogna.

Perché la partita non riguarda soltanto un aeroporto.

Riguarda il futuro economico, turistico e internazionale di Barcellona.

Redattore Travel

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