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Aumentate del 21% in un anno le richieste d’aiuto da parte di consumatori (56%) e piccole imprese (44%) per eccesso di debito

Il fenomeno del sovraindebitamento è in costante aumento in diverse province della Lombardia: sono cresciute in un anno del 21% le richieste d’aiuto da parte di piccole imprese, ex imprenditori, cittadini eccessivamente indebitati e in squilibrio economico e finanziario. Nel 2025 sono state, infatti, depositate 360 istanze contro le 298 dell’anno precedente.

Questa è la fotografia elaborata dalla Camera Arbitrale di Milano (CAM), società della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che nel 2025 ha gestito le domande di crisi da sovraindebitamento per le aree territoriali di Como, Lecco, Cremona, Milano, Monza, Brianza, Lodi, Pavia, Varese, Busto Arsizio, con il servizio OCC (Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata) nato nel 2017. In totale dalla nascita del Servizio sono state depositate 1985 richieste di aiuto.

In base ai dati del 2025, Monza rappresenta il 22% del totale delle istanze depositate, Milano conta il 17%, Lodi 14%, Como 12%, Lecco 11%, Pavia 9%, Busto Arsizio 6%, Cremona 5%, Varese 4%. I dati si riferiscono alla ripartizione delle domande per competenza territoriale dei Tribunali chiamati a definire la situazione del sovraindebitato.

I dati sono presentati nel corso del Convegno “Sovraindebitamento e sistema finanziario” che si tiene oggi a Milano presso la sede dell’Università Cattolica, Largo Gemelli n.1, organizzato dalla Camera Arbitrale di Milano insieme all’Osservatorio sul Debito Privato dell’Università Cattolica. Relatori e temi: Programma convegno. 

“Il servizio di gestione delle crisi da eccesso di debito della Camera Arbitrale di Milano ha gestito in 9 anni quasi 2000 richieste d’aiuto, con un incremento del 21% nell’ultimo anno” – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore della Camera Arbitrale di Milano e responsabile dell’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata del patrimonio. “L’aumento delle domande evidenzia come il servizio del sovraindebitamento in Camera Arbitrale di Milano stia diventando sempre più utilizzato e conosciuto e registra un generale stato di difficoltà economica che può trovare nel nostro servizio un valido supporto. Il nostro impegno è quello di aiutare il consumatore e il piccolo imprenditore (non fallibile) a risollevarsi e a trovare una possibile via d’uscita per far ripartire la propria attività, con benefici per la tenuta del tessuto economico e sociale.”

Le evidenze empiriche mostrano una crescita significativa dei casi di sovraindebitamento», ha spiegato Gianluca Mucciarone, Direttore dell’Osservatorio sul debito privato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Il sovraindebitamento incide sulla dignità stessa della persona ed il suo incremento concorre a minare la coesione sociale. È dunque forte l’esigenza di approfondire e diffondere la conoscenza del fenomeno e soprattutto di conoscere e migliorare gli strumenti disponibili per la sua prevenzione ma anche per la sua soluzione, diretti a permettere alle persone in grave difficoltà di uscirne. In questo quadro è centrale il ruolo del sistema finanziario. È questa la missione dell’Osservatorio, offrire un contesto di riferimento permanente sul tema, aiutando a creare collaborazioni e sinergie tra atenei e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private, operatori di mercato, professionisti, con l’intento di promuovere e realizzare una cultura sempre più effettiva della responsabilità e della solidarietà per la prevenzione e la soluzione delle situazioni di crisi finanziaria di persone e imprese”.

Profilo dell’indebitato. Nel 56% dei casi chi presenta l’istanza è un consumatore (203 istanze nel 2025); nel 44% dei casi si tratta di richieste d’aiuto da parte di imprese, ex imprenditori e ditte individuali (157 istanze). Rispetto al 2024 sono cresciute del 24% le domande presentate da ex imprenditori e piccole imprese (157 domande nel 2025; 127 nel 2024) e del 18,7%, delle istanze presentate dai consumatori (203 nel 2025;171 nel 2024).

In generale per legge accedono al servizio i consumatori, l’impresa minore (sottosoglia fallimentare) e realtà specifiche come l’impresa agricola, la start up o le associazioni professionali in evidente stato di squilibrio economico e finanziario.

Tempi ed esiti: in media sono necessari 1 anno e 6 mesi per la conclusione della pratica (545 giorni). Il Tribunale ha omologato il 95% dei piani di rientro presentati a seguito della Relazione del Gestore; piani rigettati solo nel 5% dei casi.

Manuela Croci

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