Natale De Grazia, il servitore dello Stato che non deve più morire nel silenzio: finalmente si riapre la strada della verità
(di Paolo Fedele)
La decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti di riaprire un nuovo filone investigativo sulla morte del comandante Natale De Grazia rappresenta una notizia di straordinaria importanza per tutti coloro che, in questi anni, non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia.
Dopo quasi trent’anni di silenzi, dubbi e interrogativi irrisolti, si riaccende finalmente l’attenzione istituzionale su una delle vicende più oscure della storia italiana legata ai traffici illeciti di rifiuti e alle cosiddette “navi dei veleni”.
Natale De Grazia morì il 13 dicembre 1995 mentre stava conducendo delicate indagini sui traffici internazionali di rifiuti tossici e sugli affondamenti sospetti di imbarcazioni nel Mediterraneo.
Una morte improvvisa che, nel corso degli anni, ha lasciato aperte numerose domande e che continua ancora oggi a rappresentare una ferita profonda per chi crede nella legalità, nella tutela dell’ambiente e nella giustizia.
La riapertura dell’inchiesta da parte della Commissione parlamentare è un segnale importante che restituisce dignità alla memoria di un uomo dello Stato che aveva scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Natale De Grazia era un investigatore serio, rigoroso e coraggioso, impegnato in una battaglia difficile contro interessi enormi e sistemi criminali che hanno avvelenato territori e mare nel silenzio generale.
Noi che ricordiamo Natale De Grazia da sempre accogliamo questa notizia con speranza e con il rispetto dovuto a chi ha sacrificato la propria vita nel compimento del proprio dovere.
Oggi più che mai riteniamo necessario che venga fatta piena luce sulla sua morte, sulle indagini che stava conducendo e sulle responsabilità che, fino ad oggi, non hanno ancora trovato una verità definitiva.
La memoria di Natale De Grazia non appartiene soltanto alla Calabria, ma a tutto il Paese. Ricordarlo significa difendere il valore della verità, della giustizia e dell’impegno civile.
La riapertura di questo percorso investigativo deve rappresentare l’inizio di una nuova stagione di trasparenza e accertamento dei fatti, affinché il sacrificio del comandante De Grazia non venga dimenticato e affinché le nuove generazioni possano conoscere la storia di un uomo che ha servito lo Stato fino all’ultimo giorno della sua vita.
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