Prevenire è meglio che curare, recita un vecchio adagio che, col passare degli anni, acquista sempre più valore. Soprattutto per le donne che hanno superato i settant’anni, quando il corpo cambia, si fa più fragile e vulnerabile, ma resta comunque capace di reagire, migliorare e rigenerarsi, a patto che si scelga di ascoltarlo con attenzione.
Il rischio di finire in sala operatoria aumenta con l’età: patologie cardiache, osteoarticolari, oncologiche o metaboliche si fanno più frequenti e talvolta si presentano in modo silenzioso, senza sintomi evidenti. Tuttavia, molte condizioni si possono prevenire o tenere sotto controllo, evitando interventi chirurgici invasivi. Non si tratta di inseguire la giovinezza, ma di difendere la propria autonomia, qualità della vita e dignità quotidiana.
La prima regola è muoversi. Anche quando sembra più comodo restare sul divano, l’attività fisica leggera è un alleato formidabile. Una camminata quotidiana, un po’ di ginnastica dolce, esercizi in acqua o semplicemente il mantenimento di una routine attiva – come fare la spesa a piedi, curare le piante, salire le scale – aiutano a tenere in salute le articolazioni, il cuore e il metabolismo. Muoversi significa anche ridurre il rischio di cadute, una delle principali cause di fratture femorali che possono portare a interventi complessi e lunghi periodi di riabilitazione.
Altro pilastro della prevenzione è l’alimentazione. Non è mai troppo tardi per rivedere la propria dieta e correggere abitudini poco sane. Frutta e verdura fresca, cereali integrali, legumi, pesce azzurro e un uso moderato di olio extravergine d’oliva possono fare la differenza. Ridurre il consumo di zuccheri semplici, insaccati, fritti e cibi industriali aiuta a tenere a bada il colesterolo, la glicemia e l’infiammazione silente, responsabile di molte malattie croniche. Mangiare bene non significa solo nutrirsi, ma anche proteggere gli organi interni e mantenere il sistema immunitario efficiente.
Fondamentale anche il controllo del peso corporeo. L’eccesso di chili è un fattore di rischio per tantissime condizioni, dai problemi ortopedici (come l’artrosi del ginocchio o dell’anca) a quelli metabolici (come il diabete di tipo 2). Al contrario, una perdita di peso involontaria e non monitorata può indicare altre problematiche e andrebbe segnalata subito al medico. Il peso deve essere stabile e proporzionato, con attenzione particolare alla massa muscolare che tende a ridursi con l’età: mantenerla attraverso una buona alimentazione e un minimo di esercizio è essenziale per l’equilibrio e la forza.
Non meno importante è la regolarità dei controlli. Spesso, per paura o per abitudine, molte donne tendono a trascurare visite ed esami. Eppure, una diagnosi precoce consente spesso di evitare operazioni, ricorrendo a terapie farmacologiche o a interventi non invasivi. Mammografia, pap-test (se indicato), densitometria ossea, controllo della pressione, del colesterolo, della glicemia e dell’udito dovrebbero essere appuntamenti fissi. Non si tratta di vivere in funzione della medicina, ma di usarla come uno strumento di protezione e consapevolezza.
Un ruolo decisivo lo gioca anche la mente. Le donne che restano mentalmente attive, che leggono, che socializzano, che imparano cose nuove o che coltivano passioni, sono più motivate a prendersi cura di sé. L’isolamento e la tristezza, invece, favoriscono la trascuratezza, la sedentarietà, l’abbandono di abitudini salutari. Ritrovare il gusto della vita, anche nelle piccole cose, è un modo concreto per dire no alla passività e alla rassegnazione.
Infine, un invito a non trascurare i segnali del corpo. Dolori ricorrenti, gonfiori, stanchezza cronica, difficoltà digestive, perdite anomale o sbalzi di umore non devono mai essere ignorati. Anche se non fanno male davvero, anche se sembrano normali con l’età. La tempestività è spesso la chiave per evitare complicazioni.
A settant’anni si può vivere bene. E vivere bene significa anche evitare interventi che, in molti casi, sono solo il risultato di una lunga disattenzione. La prevenzione è un investimento su di sé, il più prezioso che si possa fare.
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