In un mondo che il 2 aprile si riempie di slogan e codici blu, Monica, mamma di Dezio, caregiver oncologica e vedova, lancia un appello che va oltre le date e le vetrine. “Mi occupo di lui 365 giorni l’anno e dei nostri autismi – racconta – Basta con questo modo di non includere e di parlare dell’autismo. Serve sensibilizzazione vera”.
Per Monica, ripensare l’autismo significa smettere di considerarlo un limite e iniziare a vederlo per ciò che realmente è: un modo diverso di percepire, vivere e realizzare la vita. “Le persone nello spettro autistico non chiedono compassione, ma ascolto, strumenti e rispetto per la loro diversità – sottolinea – Così come anche noi, in fondo, siamo tutti disadattati, riabilitati”.
Il messaggio è chiaro: la società deve diventare più umana, il nostro sguardo più attento, e non cambiare il mondo delle persone con autismo, ma la nostra percezione della loro diversità. “Così sarebbe 365 giorni l’anno il mondo che vorrei”, conclude Monica, invitando a riflettere su inclusione e rispetto ogni singolo giorno, non solo durante campagne simboliche.
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