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Paolo Fresu, oggi, compie 65 anni. Questo è il mio regalo: auguri!!!

Nel panorama musicale europeo, Paolo Fresu si staglia come una figura poliedrica e multitasking, la cui traiettoria esistenziale ed artistica si dipana lungo tre direttrici inscindibili: quella dell’uomo, del musicista e dell’imprenditore. In lui convivono l’ardore del visionario, la disciplina dell’artigiano del suono e la saggezza del prolifico seminatore di idee e di raccoglitore di consensi.

Fresu non è un semplice musicista, ma un agente simbolico, un catalizzatore di processi identitari, un architetto di spazi estetici condivisi, una sorta di dispositivo umano di risonanza culturale. Nel suo caso, l’individuo si fa medium, il corpo si traduce in vettore di transiti simbolici e la musica diventa un atto di ecologia sociale.

Egli non si emancipa dalla marginalità geografica, ma la trasfigura. Berchidda non è mai un punto di partenza da superare, ma un epicentro da cui irradiarsi verso un infinito altrove. Così, Fresu incarna ciò che Edward Said definiva «l’intellettuale organico», capace di agire non solo nel campo estetico, ma anche in quello etico e politico.

La sua traiettoria esistenziale non è lineare, ma rizomatica: egli si dirama, si contamina e si ibrida. Il jazz, per lui, non costituisce un genere, ma un metodo, un dispositivo epistemologico che consente di pensare il mondo in termini di improvvisazione, ascolto reciproco e negoziazione continua.

L’asse antropologico della sua figura si articola attorno ad una tensione costante tra radicamento ed apertura. La sua identità non è monolitica, ma porosa, assorbente ed in perenne divenire, tanto da rigenerarsi costantemente nella relazione con l’altro, nel dialogo interculturale e nella contaminazione linguistica.

In termini psicologici, potremmo parlare di un «sé narrativo», capace di integrare le molteplici dimensioni dell’esperienza in una trama coerente ma mai definitiva.

Il libro scandaglia la variegata discografia di Paolo Fresu, radiografandone i tratti salienti sotto il profilo emozionale, ambientale e musicologico, costruendo passo dopo passo la carriera artistica e le peculiarità dell’uomo e del musicista che costituisce un unicum nel panorama jazzistico italiano.

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Francesco Cataldo Verrina

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