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Calabria, terra del mito dove terre suggestive durante le cadenze del tempo fanno riemergere storia, leggende, bellezze naturali e tradizioni millenarie

Da sempre la Calabria è stata è stata una terra immersa in racconti mitologici e leggende, spesso legate alla Magna Grecia, all’Odissea di Omero, e a figure mitiche come Ulisse, Scilla e Cariddi, ai Giganti, ai draghi custodi di tesori, di fiumi e cascate custodite dalle Neiaridi, le belle ninfe per le quali persero la testa i satiri danzanti. È anche un modo per esaltare la bellezza selvaggia e misteriosa della regione: montagne imponenti, due mari (Ionio e Tirreno), borghi sospesi nel tempo, e una cultura che unisce il sacro e il profano. Ed ecco puntualmente Scilla e Cariddi – due mostri marini che secondo Omero abitavano lo Stretto di Messina, tra la Calabria e la Sicilia. Rappresentano i pericoli del mare e l’ingegno di Ulisse che riuscì a superarli. Locri e Sibari – Città della Magna Grecia, fiorenti di cultura e ricchezza, oggi importanti siti archeologici. Ulisse in Calabria – Diverse località calabresi rivendicano il passaggio dell’eroe omerico durante il suo viaggio di ritorno a Itaca. Si vuole che lo stesso si sia fermato all’Angitola per rifornirsi d’acqua prima di proseguire verso la madrepatria. Monte Pollino, Sila e Aspromonte – Luoghi che evocano miti locali, culti arcaici, e leggende popolari tramandate oralmente. In epoca antica, la Calabria era ritenuta terra di mistero e di sacralità.

Alcuni luoghi calabresi erano associati a riti oracolari e vaticini. Tempio oracolare fu quello di Apollo Aleo a Cirò (l’antica Krimisa). Si pensa che fosse un centro di culto oracolare, legato all’eroe greco Filottete, compagno di Ulisse e possessore dell’arco di Eracle. In questa terra, ponte del Mediterraneo trovarono la loro dimora eroi Filottete che secondo il mito, dopo la guerra di Troia si rifugiò in Calabria, fondando Krimisa (oggi Cirò). Il suo arco sarebbe stato consacrato ad Apollo. Achille, c’è chi sostiene che il promontorio di Capo Achille (oggi Punta Alice) debba il nome all’eroe. Giasone e gli Argonauti, si vuole che avrebbero toccato le coste calabresi durante il viaggio per cercare il Vello d’Oro. Alcune versioni collocano l’approdo a Locri Epizefiri. Eracle (Ercole), Diverse città calabresi vantano legami con Eracle: secondo la leggenda, fondò Reggio Calabria (Rhegion). In sintesi, “Calabria, terra del mito” non è solo un modo di dire, ma un invito a scoprire una regione dove il confine tra storia e leggenda si fa sottile, e dove ogni pietra, ogni rovina, ogni mare ha una storia da raccontare.

Pino Cinquegrana

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