Italia

L’asfalto di Corso Sempione a Milano diventerà rovente

L’asfalto di Corso Sempione a Milano sarà infuocato. Succederà nel 2050 quando in città si camminerà su marciapiedi infuocati. In estate sarà incandescente quanto oggi le strade di Dallas, città del Sud degli States, dove si circola solo in auto con l’aria condizionata ai massimi.

Il clima sarà subtropicale, caldo e umido

È quanto si legge in uno studio pubblicato su Plos One che analizza quali impatti avrà la crisi climatica su 520 città del mondo da qui al 2050, creando paralleli allarmanti. Londra somiglierà sul piano meteo all’attuale Barcellona, Monaco di Baviera a Milano, Stoccolma a Budapest, Seattle a San Francisco, Madrid a Marrakech ed Edinburgo a Parigi.

Oltre tre quarti delle principali città del pianeta subiranno cambiamenti sorprendenti per temperatura e piovosità. I ricercatori dell’Università ETH di Zurigo non hanno dubbi. Ancor più grave, il 22% delle metropoli, tra cui Singapore e Giakarta, soffriranno condizioni climatiche estreme. Il professor Tom Crowther ha elaborato i dati in base a modelli di previsione che considerano un riscaldamento terrestre moderato con le emissioni di CO2 si stabilizzino entro la metà del secolo.

L’asfalto di Corso Sempione a Milano sarà infuocato: sembrerà di stare ai tropici

La tendenza vede uno spostamento delle città nell’emisfero settentrionale verso condizioni climatiche che oggi si trovano circa mille km più a sud, direzione Equatore. Con effetti incalcolabili su salute pubblica e infrastrutture. Nelle città europee le temperature aumenteranno in media di 3,5° C gradi d’estate e 4,7 in inverno. A Milano è prevista un’impennata fino a 7,2° nel mese più caldo, con una media annua di + 2,5°.

“Le ondate di calore in Europa stanno dimostrando quanto sia già forte la tendenza al riscaldamento” dice il professor Friederike Otto dell’Università di Oxford. “Dobbiamo adattarci, avvertire le persone e attuare piani d’azione a livello globale». Forse finiremo tutti in Siberia. In effetti uno studio russo-americano tra il Langley Research Center (Nasa) e il Krasnoyarsk Institute prevede che nel 2080 vaste zone artiche della Russia offriranno condizioni ambientali favorevoli alla presenza dell’uomo. La meta perfetta per masse di migranti in cerca di nuove terre da coltivare e in fuga dal caldo del Sud Europa.

Redattore Travel

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