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Storia di Amarcord, storico birrificio di Rimini

Nonostante molti bevano birra Amarcord, non tutti conoscono la storia del birrificio romagnolo. Oggi vi racconteremo tutto quello che ancora non sapete su questo marchio di birra riminese e sulle suo origini.

La storia

Il birrificio Amarcord nasce praticamente sul lungomare di Rimini, dall’idea di un gruppo di amici romagnoli, appassionati di birra artigianale, nel 1997. Il birrificio nasce a Rimini per poi spostarsi nel 2002 a San Marino. L’ultima tappa del suo viaggio, almeno per il momento, avviene nel 2008. L’esigenza di trasferirsi porta Amarcord ai piedi dei Monti Appennini Centrali dove, fra boschi e montagne incontaminate, è stata rinvenuta una sorgente di acqua purissima, proprio quella che serve per produrre una buona birra. Oltre all’acqua buona, di fonte, vengono utilizzati malti d’orzo selezionati e luppoli rari e pregiati.
Uno degli aspetti che i ragazzi che producono le birre Amarcord hanno sempre avuto più a cuore è la qualità delle materie prime. Anche se da sole non bastano per fare un ottimo prodotto. La differenza è data proprio dalle persone che hanno fatto questo marchio grande nel mondo, e hanno permesso ad Amarcord di arrivare in ogni birreria di Rimini e d’Italia, ogni supermercato e ristorante.

Curiosità

Il nome di birra Amarcord è un omaggio a uno dei film più famosi di Federico Fellini, ma anche un’espressione che in dialetto riminese, città natale del regista e della birra, significa “Mi ricordo”. Come a dire che le cose di una volta, quelle genuine e semplici, sono sempre le migliori. Un po’ come il processo che porta a produrre questa birra, fatta proprio come una volta.
Ma il nome non è l’unico omaggio al regista riminese, infatti, ognuna delle birre Amarcord classiche, le prime realizzate dal birrificio, porta il nome di uno dei personaggi femminili del film. La Gradisca, che nel film era una bella donna sensuale e sognatrice, desiderio segreto di tutti gli abitanti della città, l’esuberante e misteriosa Volpina, la procace Tabachéra e la Midòna, ovvero la “mia donna”, la moglie, quella su cui si può sempre contare. Ogni birra ha una propria personalità ben definita.
Oggi quando si pronuncia il nome Amarcord non si pensa solo al film, ma anche a uno dei maggiori produttori di birra in Italia.

Le birre

La Gradisca è una birra a bassa fermentazione, molto beverina, color giallo paglierino con la schiuma poco persistente e floreale al naso. Questa birra piacerà soprattutto a chi cerca qualcosa di leggero.
La Volpina invece è una birra ambrata, con una schiuma bianca compatta e al naso un profumo di caramello dolce e persistente. Si tratta di una birra rinfrescante e rotonda, orientata ai sapori fumé e speziati. La sua spumeggiante effervescenza la rende una birra piacevole e dissetante sebbene il suo bel corpo alcolico.
C’è poi la Tabachéra, ambrata, generosa e con una grande intensità aromatica. La schiuma è color nocciola chiaro, fine, aderente, compatta, mentre il corpo è pieno e strutturato, con una frizzantezza discreta. Vi conquisterà se state cercando una birra piena, calda e avvolgente.
La Midòna invece è chiara e rassicurante, come il nome che porta. Il suo colore è dorato, mentre la schiuma persistente. Le note agrumate sono facilmente riconoscibili visto che si tratta di una Ale arricchita da un dry hopping con luppoli quali il Cascade.
Amarcord non si è fermata alle Classiche. Infatti, grazie a nuove collaborazione nascono le Riserva Speciale 100% lieviti di Champagne e la più internazionale linea AMA.

E voi, conoscete già il birrificio Amarcord?

Alex Alessandrini

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