C’è un filo che unisce sempre più l’Oriente e l’Occidente e passa anche dalla tavola. È quello della dieta mediterranea, un modello alimentare che in Cina sta attirando l’attenzione di medici, nutrizionisti e ricercatori e che, attraverso gli scambi culturali e le comunità cinesi ormai presenti in numerose città europee, racconta una nuova forma di dialogo tra mondi apparentemente lontani.
Dalla Cina alle grandi città europee, dove vivono comunità cinesi numerose e ormai profondamente inserite nella vita sociale ed economica dei Paesi di accoglienza, il tema dell’alimentazione diventa così anche un ponte culturale. Perché, al di là delle differenze gastronomiche, cucina mediterranea e tradizione cinese condividono più di quanto si possa immaginare.
Da alcuni anni la dieta mediterranea è infatti un ponte culturale e scientifico tra due tradizioni alimentari millenarie, entrambe caratterizzate da una forte presenza di alimenti vegetali. Cereali, legumi, verdura e frutta occupano un ruolo centrale, mentre viene generalmente limitato il consumo di prodotti di origine animale.
La cucina tradizionale cinese e quella mediterranea considerano inoltre il cibo non soltanto come nutrimento, ma come un vero e proprio pilastro del benessere e della longevità. La condivisione dei piatti, l’importanza della freschezza degli ingredienti e l’attenzione all’equilibrio alimentare sono valori che, con modalità differenti, appartengono a entrambe le culture.
Ed è proprio sul terreno della ricerca scientifica che questo incontro diventa particolarmente interessante.
In Cina sono stati condotti studi clinici, anche su pazienti con malattie cardiovascolari o a rischio di svilupparle, per testare l’efficacia di un modello di dieta mediterranea adattato al contesto medico e alimentare locale, ottenendo riscontri positivi sulla salute vascolare.
Le arterie, infatti, hanno un loro passo: si allargano a ogni battito, accolgono la spinta del cuore e ritornano alla forma iniziale, contribuendo a smorzare l’onda di pressione. Quando però la parete arteriosa diventa più rigida, quell’onda accelera. È uno degli aspetti attraverso i quali la ricerca sta cercando di comprendere sempre meglio il rapporto tra ciò che mangiamo e la salute cardiovascolare.
Nel mondo cinese la dieta mediterranea viene promossa anche attraverso iniziative dedicate alla conoscenza della cucina italiana e delle sue tradizioni. Tra queste c’è la Settimana della Cucina Italiana in Cina, appuntamento annuale che si svolge nel mese di novembre e che viene coordinato dalla rete diplomatico-consolare italiana, con l’Ambasciata a Pechino, i consolati e gli istituti italiani di cultura.
L’obiettivo è promuovere le eccellenze enogastronomiche del Made in Italy, ma anche raccontare il valore culturale e scientifico di un patrimonio alimentare che ha ormai assunto una dimensione internazionale.
La Dieta Mediterranea è stata protagonista della IX Settimana della Cucina Italiana nel Sud della Cina. La rassegna del 2024 ha affrontato il tema della dieta mediterranea e della cucina delle radici, mettendo al centro il rapporto tra salute e tradizione. Un percorso che proseguirà con la X edizione, alla quale avrò modo di assistere da vicino.
Negli anni passati hanno partecipato anche la Prof.ssa Chen Wei, Direttrice del Dipartimento di Medicina Interna, la Prof.ssa Sui Yi, Direttrice del Dipartimento di Nutrizione Clinica, e la Direttrice dell’Ufficio Affari Internazionali Ding Shuqin.
Presente, in qualità di Testimonial ufficiale della Settimana della Cucina Italiana nel Sud della Cina, anche la Prof.ssa Daniela Martini, docente associato di Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano.
Nel suo intervento, rivolto ai numerosi medici, infermieri e studenti di medicina, la Prof.ssa Martini ha affrontato il tema “Dieta mediterranea e cucina italiana per coniugare aspetti clinici, ambientali, sociali ed economici di una dieta sana e sostenibile”, approfondendo il modello mediterraneo e i suoi possibili benefici.
A seguire, la Prof.ssa Sui ha presentato il modello alimentare cantonese e le sue caratteristiche.
L’iniziativa ha rappresentato così un’occasione per esplorare l’incontro tra due importanti tradizioni culinarie, entrambe considerate modelli nei quali salute, sostenibilità e cultura alimentare possono dialogare.
Ed è proprio questo il punto più interessante: la dieta mediterranea non arriva in Cina semplicemente come una cucina straniera da imitare. Il confronto avviene piuttosto attraverso l’adattamento, la ricerca scientifica e il dialogo con una tradizione alimentare altrettanto antica.
Lo stesso confronto può essere letto oggi anche guardando all’Europa. Le comunità cinesi sono presenti da decenni in numerosi Paesi europei e hanno contribuito a creare un quotidiano nel quale culture alimentari differenti convivono, si contaminano e si incontrano.
La tavola diventa così uno dei luoghi più semplici e immediati attraverso cui raccontare l’incontro tra Europa e Cina.
Nutrizionisti e ricercatori affermano da anni che una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea può essere associata a una maggiore aspettativa di vita. Alcune ricerche hanno stimato un possibile incremento dell’aspettativa di vita nell’ordine di alcuni anni, anche se il risultato dipende da numerosi fattori individuali e ambientali.
In questa direzione si inserisce anche lo studio dell’Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong, che ha analizzato e confrontato diversi regimi alimentari.
Il tema della longevità diventa quindi il punto d’incontro di una storia che parte dal Mediterraneo, arriva in Cina e torna in Europa attraverso la ricerca, la cultura e le persone.
Non si tratta soltanto di capire quale cucina sia più vicina alla salute. La vera domanda è come due grandi civiltà alimentari possano dialogare, mantenendo le proprie radici e, allo stesso tempo, imparando l’una dall’altra.
È forse questa la nuova frontiera della Dieta Mediterranea: non più soltanto un patrimonio del Mediterraneo, ma un linguaggio internazionale capace di mettere in comunicazione persone, culture e conoscenze diverse.
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