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La “benzina del sindaco” si allarga: distributori pubblici contro il caro carburanti

Il modello del distributore pubblico, nato per garantire un servizio ai cittadini e contenere il costo del carburante soprattutto nei piccoli centri, si sta diffondendo in diverse aree d’Italia. Un fenomeno raccontato anche da Sky TG24 che coinvolge comuni del Nord, del Centro e del Sud.

In Lombardia il distributore pubblico è già attivo a Costa Valle Imagna, in provincia di Bergamo, mentre in Piemonte è operativo a Premia, nel Verbano-Cusio-Ossola. Nelle Marche il progetto ha trovato particolare diffusione: sono attivi i punti vendita comunali di Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, e di Force e Montedinove, in provincia di Ascoli Piceno. Altri due distributori sono in arrivo a Ripatransone e Castignano.

Il modello è presente anche nel Mezzogiorno. In Molise il distributore pubblico è operativo a Petrella Tifernina, in provincia di Campobasso, mentre in Calabria è previsto a Bocchigliero, in provincia di Cosenza.

Particolarmente significativo è il caso di Penna San Giovanni, dove il prezzo del carburante rimane invariato fino al successivo rifornimento effettuato dall’amministrazione. Questo significa che, quando i prezzi salgono nelle stazioni private, il costo praticato dal distributore comunale può restare fermo anche per diversi giorni.

A raccontare il funzionamento della struttura al Resto del Carlino è stato il sindaco Stefano Burocchi, spiegando che il Comune acquista il carburante attraverso il MePA, il mercato elettronico della pubblica amministrazione, dove riesce a ottenere condizioni più convenienti. Il carburante viene poi rivenduto con un margine di circa 10 centesimi al litro, destinato a coprire i costi di gestione e ad ammortizzare i mutui contratti per realizzare l’impianto.

L’obiettivo, sottolinea il sindaco, non è quello di produrre un profitto per il Comune, ma di fare in modo che il servizio riesca ad autofinanziarsi e rimanga a disposizione della comunità.

Una formula che sta quindi conquistando soprattutto i piccoli comuni, dove la presenza di un distributore di carburante rappresenta un servizio essenziale e la concorrenza può essere limitata. Un’esperienza che riporta l’ente pubblico direttamente sul mercato, questa volta dalla parte dei cittadini: la cosiddetta “benzina del sindaco” si fa strada in Italia.

Francesco Cataldo Verrina

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