Il Premio internazionale «Enrico Caruso – Le radici della voce» si chiude a Piedimonte Matese con un podio internazionale. Secondo il tenore italiano Mario Greco, terza il soprano iraniano Fooroz Razavi
PIEDIMONTE MATESE – La voce di Enrico Caruso continua a superare confini geografici e generazionali. È il soprano giapponese Haruna Tominaga ad aggiudicarsi la prima edizione del Premio internazionale «Enrico Caruso – Le radici della voce», concluso a Piedimonte Matese, in Campania, con un Gala nella suggestiva Piazza del Carmine.
Il risultato racconta meglio di qualsiasi dichiarazione la vocazione internazionale della manifestazione: una giovane artista proveniente dal Giappone ha conquistato il primo premio in una competizione dedicata a una delle figure più emblematiche della tradizione musicale italiana. Tominaga ha inoltre vinto il riconoscimento della sezione dedicata alla canzone napoletana classica, uno dei patrimoni culturali più riconoscibili dell’Italia nel mondo.
Al secondo posto si è classificato il tenore italiano Mario Greco, al quale la giuria ha attribuito anche il Premio Speciale «Enrico Caruso». Terzo premio al soprano iraniano Fooroz Razavi. Un podio che fotografa una lirica sempre più internazionale, nella quale tradizioni vocali differenti si incontrano attorno a un repertorio che continua a esercitare una forte attrazione oltre i confini italiani.
Il Gala finale ha portato sul palco anche il mezzosoprano Loredana Ferrante e il soprano Maria Grazia De Luca, accompagnati dall’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretta dal maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli.
Grande attenzione è stata riservata alla partecipazione del tenore napoletano Vincenzo Costanzo, tra le voci della sua generazione già protagoniste nei principali teatri lirici internazionali. Le sue interpretazioni di alcune celebri arie del repertorio tenorile hanno suscitato gli applausi del pubblico riunito in Piazza del Carmine.
Costanzo ha inoltre dedicato un momento particolarmente intenso alla memoria del direttore Antonino Fogliani, scomparso prematuramente.
La competizione è stata valutata da una giuria composta da importanti esponenti del panorama lirico europeo: Nicola Colabianchi, sovrintendente e direttore artistico del Teatro La Fenice di Venezia; Federico Pupo, direttore artistico del Teatro Carlo Felice di Genova; Simon Krečič, direttore artistico e musicale dell’Opera del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor; Fulvio Artiano, direttore del Conservatorio «Martucci» di Salerno, e Franco Moretti, direttore artistico del concorso.
La manifestazione, promossa dal Comune di Piedimonte Matese nell’ambito della quinta edizione del festival «Enrico Caruso – Le radici della voce», si è sviluppata nell’arco di tre giornate, con l’obiettivo di valorizzare giovani interpreti e creare nuove opportunità di confronto nel mondo della lirica.
Il programma ha dedicato spazio anche a chi da decenni racconta e sostiene il patrimonio operistico italiano. Durante il Gala è stato infatti celebrato Sabino Lenoci, direttore del mensile «L’Opera», per i suoi oltre quarant’anni di attività nel settore e per l’impegno nella promozione delle nuove generazioni di artisti.
La serata, condotta da Roberta Civitillo, ha visto la partecipazione delle istituzioni locali e territoriali, tra cui la vicesindaco Bernarda De Girolamo, l’assessore alla Cultura Loredana Cerrone, il consigliere della Camera di Commercio di Caserta Guido Civitillo e il presidente della Comunità Montana del Matese Fabio Civitillo.
La vittoria di Haruna Tominaga consegna dunque alla prima edizione del Premio un’immagine che va oltre i confini di Piedimonte Matese. Nel nome di Caruso, Napoli e la tradizione musicale italiana diventano il punto di partenza di un dialogo internazionale nel quale il futuro della lirica parla molte lingue.
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