A Zungri, dalla mia Madonnina della Neve: un ritorno nel cuore della fede, della memoria e dell’amicizia (di Paolo Fedele)
Oggi sono tornato a Zungri per fare visita al Santuario di Maria Santissima della Neve, un luogo al quale sono profondamente legato e verso il quale nutro una devozione sincera e speciale.
La Madonna della Neve occupa, infatti, uno spazio importante anche nel mio libro e rappresenta per me un riferimento spirituale che va oltre la semplice fede: è memoria, emozione e appartenenza.
Il mio legame con Zungri, nel corso degli anni, è diventato sempre più profondo, fino a ricevere un riconoscimento che custodisco con particolare orgoglio e gratitudine: la cittadinanza onoraria di Zungri.
Essere stato accolto come cittadino onorario di questa comunità rappresenta per me un privilegio e, soprattutto, una grande responsabilità.
È il segno di un legame umano e spirituale che va oltre le circostanze e che sento ormai parte integrante della mia storia personale.
Per questo, ogni volta che torno a Zungri, non mi sento semplicemente un ospite.
Mi sento a casa, tra persone che considero parte della mia famiglia e in una terra che sento anche un po’ mia.
Il mio rapporto con questa comunità è nato e si è consolidato anche grazie a Don Giuseppe LaRosa, parroco di grande spessore spirituale e umano, al quale sono legato da sentimenti di profonda stima, affetto e amicizia.
Ogni anno, il 5 agosto, ho avuto il privilegio di essere presente a Zungri in occasione della celebrazione della festa della Madonna della Neve. Quest’anno non ho potuto partecipare, anche in considerazione della sospensione dei festeggiamenti civili decisa a seguito della tragica morte del giovane zungrese Danilo, vittima di un terribile incidente stradale.
Ho sentito, però, il bisogno di tornare.
E così oggi ho scelto di andare a trovare la mia Madonnina.
È stata, ancora una volta, un’emozione unica.
Zungri, per me, è un angolo di paradiso. È uno di quei luoghi nei quali la spiritualità si intreccia con la storia, con le tradizioni, con la cultura e con il senso profondo di comunità.
Particolarmente emozionante è stato l’incontro con Don Giuseppe e il suo abbraccio, un gesto semplice ma ricco di significato.
Ancora più grande è stata la sorpresa quando, a nome della comunità di Zungri, mi ha donato una splendida opera artistica dello scultore zungrese Giuseppe Gaudioso, presente all’occasione, raffigurante la Madonna della Neve.
Ho accolto questo dono con grande commozione e gratitudine.
Non soltanto per il suo valore artistico, ma soprattutto per ciò che rappresenta: il calore di una comunità, un legame che si rinnova e un affetto che sento profondamente ricambiato.
Zungri è una terra di grande spiritualità, ma è anche una realtà ricca di storia, tradizioni e bellezze.
È conosciuta per il suo straordinario insediamento rupestre, per i suoi oli e per i suoi prodotti agricoli, espressione di una terra generosa e laboriosa.
Ma Zungri è anche una terra che ha conosciuto prove difficili.
Ha attraversato anni segnati dalla presenza della criminalità ‘ndranghetista, contro la quale l’azione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura ha prodotto importanti risultati.
Ha conosciuto lutti, tragedie e momenti di profondo dolore.
Eppure, nonostante tutto, Zungri è ancora lì. Più forte, più orgogliosa e più determinata di prima.
Una comunità che ha saputo rialzarsi, custodendo la propria identità e guardando avanti.
Forse è proprio nei momenti più difficili che la fede riesce a diventare una forza ancora più grande.
Ed è bello pensare che proprio qui, in questa terra così provata ma così ricca di valori, il Divino continui a mettere la propria mano e che Maria Santissima della Neve stenda il suo manto protettivo sulla comunità di Zungri, sulle sue famiglie, sui suoi giovani e su tutti coloro che ogni giorno lavorano e vivono per questa terra.
Da cittadino onorario, oggi ho sentito ancora una volta quanto sia profondo il legame che mi unisce a Zungri.
Sono andato a trovare la mia Madonnina e sono tornato a casa con il cuore pieno.
Pieno di emozione, di gratitudine e di quella particolare serenità che soltanto alcuni luoghi e alcune persone riescono a regalare.
Grazie Zungri.
Grazie Don Giuseppe.
Grazie alla comunità zungrese, che considero ormai parte della mia famiglia.
E grazie a Maria Santissima della Neve, per quel manto che, idealmente e spiritualmente, continua a proteggere questa terra, i suoi figli e la sua gente.
Essere cittadino onorario di Zungri è per me un grande pregio, ma soprattutto è un onore che custodisco nel cuore.
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