Esistono luoghi nei quali la parola può diventare molto più di un semplice strumento di comunicazione: può trasformarsi in occasione di riscatto, consapevolezza e speranza. È con questo spirito che oggi, mercoledì 6 agosto, la Casa Circondariale di Vibo Valentia ospiterà un significativo appuntamento culturale dedicato alla raccolta poetica A tu per tu di Domenico Nardo, protagonista di un dialogo con la popolazione detenuta insieme alla docente Antonella Moschella.
L’iniziativa, resa possibile grazie alla sensibilità della direttrice dell’istituto, Angela Marcello, conferma il ruolo della cultura quale elemento essenziale del percorso rieducativo previsto dall’ordinamento penitenziario. La letteratura e la poesia, infatti, possono diventare strumenti capaci di favorire l’ascolto, la riflessione e la riscoperta della dignità della persona, aprendo spazi di dialogo autentico anche all’interno di un contesto segnato dalla privazione della libertà.
L’appuntamento è stato concepito come un momento di confronto e partecipazione, ben oltre la tradizionale presentazione di un libro. Attraverso il dialogo con i detenuti, Domenico Nardo racconterà il percorso umano e spirituale che ha dato origine alla sua scrittura, mentre Antonella Moschella offrirà una lettura critica della raccolta, approfondendone i contenuti letterari, etici ed esistenziali e guidando il dibattito con i presenti.
A tu per tu, pubblicata dopo Un raggio di Sole e Amarsi per Amare, rappresenta una delle opere più mature dell’autore. La raccolta ha suscitato apprezzamento in numerosi incontri culturali per la capacità di affrontare, con uno stile essenziale e profondamente evocativo, temi universali quali la fragilità dell’uomo, la fede, il perdono, la responsabilità personale e la speranza.
Nel corso dell’incontro saranno letti alcuni dei componimenti più rappresentativi dell’opera, tra cui Paura di volare, Grido, Il mistero, Oltre, Il vento e L’impermeabile: poesie che invitano il lettore a confrontarsi con le proprie inquietudini, con il peso delle scelte compiute e con la possibilità di intraprendere un autentico percorso di rinascita interiore.
L’iniziativa assume un significato che va ben oltre la dimensione culturale. Portare la poesia all’interno di un istituto penitenziario significa affermare che anche la parola può contribuire alla costruzione di un cammino di responsabilità e cambiamento. In un luogo dove la libertà fisica è inevitabilmente limitata, la libertà del pensiero e della coscienza può diventare il primo passo verso una diversa consapevolezza di sé.
È questa la sfida più profonda dell’incontro di Vibo Valentia: dimostrare che la poesia non offre soluzioni facili né risposte precostituite, ma invita ciascuno a interrogare la propria coscienza. Perché ogni autentico cambiamento nasce anzitutto dall’incontro con sé stessi e dalla capacità di immaginare un futuro diverso.
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