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Martina. Il cuore e la rosa – La forza mite di una storia che Ares Edizioni consegna al nostro tempo

Ci sono libri che non cercano di stupire, ma di restituire verità. Libri che non gridano, ma restano. Martina. Il cuore e la rosa, pubblicato da Ares Edizioni, appartiene a questa categoria rara: quella delle opere che non si limitano a raccontare un dolore, ma lo trasformano in una luce capace di orientare.

Ares, casa editrice da sempre attenta alle storie che custodiscono un nucleo spirituale profondo, affida a Giovanna Pupillo Kluzer e Riccardo Caniato il compito di dare voce a Martina, una bambina che attraversa la vita con una purezza che sorprende e disarma. Il risultato è un libro che non indulge nel patetico, non cerca scorciatoie emotive, non costruisce eroine di carta: sceglie la via più difficile, quella della verità.

Martina è una bambina come tante: ama la montagna, gli animali, la famiglia; ride, sogna, si entusiasma. Poi arriva la malattia, improvvisa e feroce. Ma il cuore del libro non è la diagnosi, né la cronaca clinica. Il cuore è lei: il suo modo di restare se stessa anche quando tutto intorno vacilla. La sua capacità di custodire una serenità che non è rassegnazione, ma profondità. La sua maturità spirituale, che non cancella la paura, ma la attraversa.

Una delle scelte narrative più felici è la centralità della voce materna. Non una voce idealizzata, ma una voce vera: che trema, che protesta, che si spezza, che si rialza. Attraverso di lei, il lettore non assiste solo al cammino di Martina, ma alla metamorfosi di un’intera famiglia che, passo dopo passo, scopre una fede più consapevole, più radicale, più necessaria.

Ares Edizioni accompagna questa storia con la sobrietà che la contraddistingue: nessun artificio, nessuna retorica, nessuna ricerca dell’effetto. La forza del libro sta nella sua essenzialità. È la realtà, nuda e luminosa, a parlare.

Di grande rilievo è anche la dimensione mariana che attraversa il racconto. Maria, la “Rosa” evocata nel titolo, non è un simbolo ornamentale: è una presenza che sostiene, consola, accompagna. Per chi crede, un richiamo alla maternità divina; per chi legge da una distanza spirituale, una chiave per comprendere l’universo interiore di Martina.

Alla fine della lettura, ciò che rimane non è la tragedia. È una luce. Una luce che non cancella il dolore, ma lo trasfigura. Una luce che chiede al lettore di interrogarsi: che cosa conta davvero? Dove si trova la speranza quando tutto sembra perduto? Quale mistero sostiene la vita anche nei suoi passaggi più oscuri?

Martina. Il cuore e la rosa non è solo un libro da leggere. È un libro da custodire. E Ares Edizioni, ancora una volta, dimostra di saper riconoscere e offrire al pubblico quelle storie che non passano: restano, scavano, trasformano.

Domenico Nardo

Presidente dell'"Associazione Culturale Rachele Nardo-LLFF", avvocato, docente di discipline giuridiche ed economiche presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, scrittore, conduttore radiofonico.

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