L’ascolto degli studenti come chiave per comprendere il presente, il valore dell’esperienza accademica nella guida dell’Ateneo e scelte concrete sui temi della pace e dei diritti umani. È questa la traiettoria delineata dal Rettore Massimiliano Marianelli in un intervento che intreccia formazione, responsabilità e visione.
Nel corso della recente diretta di Fast News Platform, la professoressa universitaria italo-argentina Liliana Di Masi, da 32 anni impegnata nell’insegnamento presso la principale università pubblica di Neuquén, la Universidad Nacional del Comahue, ha rivolto una serie di domande al Rettore perugino Massimiliano Marianelli (Università degli Studi di Perugia). Al centro del confronto, il rapporto con gli studenti: un tema affrontato con particolare attenzione, a partire dall’esperienza diretta di Marianelli come docente e dal valore che il dialogo con la comunità studentesca assume oggi nella guida dell’università.
Nel dibattito contemporaneo sul ruolo dell’università, emerge con forza una convinzione: non può esistere una guida accademica efficace senza un dialogo costante con gli studenti. È su questa linea che si inserisce la riflessione del Rettore Massimiliano Marianelli, che ha ribadito come la sua esperienza da docente rappresenti ancora oggi un punto di riferimento fondamentale nell’esercizio del suo incarico.
Proveniente da un lungo percorso di insegnamento in storia della filosofia, all’interno di un corso che univa filosofia e psicologia, Marianelli ha maturato una particolare attenzione alla dimensione umana e antropologica. Un approccio che, come sottolineato, continua a orientare anche la sua attività istituzionale: «Gli studenti sono sempre stati il centro», ha spiegato, evidenziando come l’ascolto diretto permetta di cogliere il senso del presente in modo autentico e immediato.
Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio la ridefinizione del ruolo degli studenti. Non più considerati semplicemente “il futuro”, ma parte integrante e attiva del presente. Una prospettiva che cambia radicalmente il modo di intendere l’università.
Secondo il Rettore, pensare agli studenti come a una realtà che avrà valore solo negli anni a venire rischia di creare distanze sociali e culturali. Al contrario, riconoscere il loro contributo immediato significa valorizzare idee, sensibilità e capacità di lettura del tempo che spesso sfuggono alle generazioni precedenti.
In un contesto caratterizzato da trasformazioni rapide, come quelle legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, gli studenti diventano interlocutori indispensabili. «Sono loro a comprendere più velocemente i cambiamenti», è stato osservato, sottolineando come il loro punto di vista consenta all’università di non restare indietro rispetto alle evoluzioni della società.
Il dialogo con i rappresentanti degli studenti e con le associazioni universitarie assume quindi un valore strategico. Non solo per migliorare la qualità della vita accademica, ma anche per orientare la ricerca e le scelte culturali dell’Ateneo.
Gli studenti, infatti, non si limitano a essere destinatari della formazione, ma diventano portatori di istanze nuove, spesso legate a fenomeni emergenti e a mutamenti sociali difficili da intercettare con strumenti tradizionali. La loro presenza, oggi più che mai, è definita “urgente”, proprio per la rapidità con cui i cambiamenti si manifestano.
L’impegno dell’università non si esaurisce nella riflessione teorica. Un esempio significativo riguarda il tema della pace e dei diritti umani, affrontato anche su impulso diretto degli studenti.
Il primo atto del Rettore in Senato Accademico è stato infatti un documento sulla situazione in Palestina, nato proprio dalle sollecitazioni della comunità studentesca. Un segnale chiaro di come l’università possa intervenire in modo concreto su questioni globali.
Non solo dichiarazioni di principio, ma anche scelte operative: tra queste, la volontà di non accettare finanziamenti provenienti da realtà coinvolte nella produzione di armi in contesti di conflitto. Decisioni definite “coraggiose e impegnative”, che riflettono una visione etica dell’istituzione accademica.
Il tratto distintivo della leadership delineata da Marianelli è dunque l’ascolto. Un ascolto che non è formale, ma profondo, capace di tradursi in azioni e politiche concrete.
In questa prospettiva, l’esperienza da docente non rappresenta solo un passato professionale, ma una risorsa viva, che continua a influenzare il modo di governare l’università. Il contatto diretto con gli studenti diventa così uno strumento per leggere il presente, anticipare i cambiamenti e costruire una comunità accademica più consapevole e inclusiva.
In un’epoca segnata da trasformazioni rapide e da sfide globali sempre più complesse, il messaggio che emerge è chiaro: senza il contributo degli studenti, l’università rischia di perdere il contatto con la realtà. Con loro, invece, può diventare un laboratorio vivo di idee, responsabilità e futuro già in atto.
Coro, Falcón – Coro, capitale dello Stato di Falcón, è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale…
"Agenti AI e strumenti di Intelligenza Artificiale per la produttività aziendale", arriva il convegno con due…
Nel settore delle due ruote, ottenere il massimo dalla propria moto è un obiettivo condiviso…
Barcellona, celebre per la sua architettura straordinaria e la vivace vita culturale, è anche una…
Bruxelles, 26 marzo 2026 – Il Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale sul regolamento…
Domani, 27 marzo 2026 alle ore 11:00, prenderà il via la nuova edizione della rassegna…