Islam, poesia e convivenza sulle colline d’Oriente
Harar, nell’est del Paese, è la quarta città santa dell’Islam. Con le sue 82 moschee e 300 santuari, è Patrimonio UNESCO per la sua architettura unica e la convivenza pacifica tra culture.
Le sue mura colorate racchiudono vicoli tortuosi, mercati e case dipinte. Qui visse anche Arthur Rimbaud, il poeta francese, che commerciava caffè e avorio.
Ogni notte, fuori dalle mura, si tiene il rito delle iene di Harar: gli abitanti nutrono gli animali con le mani, simbolo di armonia tra uomo e natura.
Harar è anche un centro artigianale: caffè tostato, tessuti, ceramiche. La sua cultura urbana è un mosaico di influenze arabe, somale e abissine, testimonianza dell’anima cosmopolita dell’Etiopia.
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