È stata presentata ieri dal Rotary Club Vibo Valentia (distretto 2102) l’ultima raccolta di poesie “Shĕmà”, realizzata da Gianluca Rubino e pubblicata da Libritalia. Un evento che non è stato soltanto culturale, ma profondamente umano, capace di coinvolgere il pubblico in una riflessione intensa e necessaria sul nostro tempo.
“Shĕmà” non è una semplice silloge poetica: è un’opera che prende forma dall’urgenza di raccontare e comprendere il dolore del mondo contemporaneo. Al centro della raccolta avviata gia’ in altri due volumi che completano la trilogia: “Effata’” e “Kumbatia”vi è infatti una riflessione attenta e solidale sulla guerra in Ucraina, un conflitto che ha segnato profondamente la coscienza collettiva europea e globale. Rubino affronta questo tema con uno sguardo lucido ma carico di empatia, evitando ogni retorica e scegliendo invece la via più difficile: quella dell’ascolto. Le sue poesie non descrivono soltanto la guerra, ma ne evocano le conseguenze più intime — la perdita, lo sradicamento, la paura, ma anche la resilienza e il desiderio di pace.
Il titolo stesso dell’opera, “Shĕmà”, richiama un termine di origine ebraica che significa “ascolta”. Un invito forte e diretto, che attraversa tutta la raccolta: ascoltare le voci spezzate dalla guerra, ascoltare il silenzio che segue la distruzione, ma soprattutto ascoltare la propria coscienza. In questo senso, la poesia diventa uno strumento etico oltre che estetico. Non si limita a emozionare, ma interpella il lettore, lo chiama in causa, lo costringe a non voltarsi dall’altra parte. È una poesia che chiede responsabilità.
Nel panorama della poesia contemporanea italiana, l’opera di Gianluca Rubino si inserisce con una forte connotazione civile. “Shĕmà” rappresenta un esempio significativo di come la letteratura possa ancora oggi essere uno spazio di impegno e riflessione. Le immagini evocate nei versi sono spesso essenziali, quasi scarne, ma proprio per questo potenti. La guerra non viene spettacolarizzata: emerge attraverso dettagli quotidiani, frammenti di vite interrotte, sguardi e silenzi. È una poesia che lavora per sottrazione, lasciando spazio al lettore per completare il senso.
La presentazione promossa dal Rotary Club di Vibo Valentia guidata dalla dott.ssa Beatrice Romano (Presidente del Club) sottolinea anche l’importanza delle istituzioni culturali nel diffondere opere che stimolano il pensiero critico e la sensibilità sociale. una presentazione che si e’ svolta all’interno di Palazzo Gagliardi grazie alla disponibilità dell’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia che ha visto la partecipazione del direttore editoriale di Libritalia: Simona Toma, dell’Assessore alla Cultura Stefano Soriano, della dott.ssa Dalila Miceli che ha guidato con passione e competenza gli interventi dei relatori. In un’epoca dominata dalla velocità dell’informazione, eventi come questo restituiscono centralità alla parola, alla riflessione e al dialogo. La cultura, in questo contesto, si conferma come uno strumento fondamentale per costruire consapevolezza e favorire una lettura più profonda della realtà.
Una lettura necessaria
“Shĕmà” è una raccolta che non lascia indifferenti. È un libro che si legge lentamente, che richiede attenzione e disponibilità emotiva. Ma proprio per questo è una lettura necessaria, capace di offrire uno spazio di meditazione in un tempo spesso distratto. Attraverso i suoi versi, Gianluca Rubino ci ricorda che la poesia può ancora essere una forma di resistenza: contro l’indifferenza, contro l’oblio, contro la disumanizzazione. E soprattutto, ci ricorda che ascoltare — davvero — è il primo passo per comprendere e, forse, per cambiare.
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