Categories: Italia

In Italia interi Paesi svaniscono: i giovani emigrano e la politica resta a guardare

C’è una linea sottile, quasi un marchio inciso nella storia d’Italia, che torna ciclicamente a farsi sentire. Una dicotomia antica quanto attuale: migrante o brigante. Nel Mezzogiorno post-Unità significava scegliere tra partire per sopravvivere o restare per ribellarsi. Oggi, mutano i contesti, ma l’alternativa resta tragicamente simile: andarsene per trovare futuro o rassegnarsi a un presente che futuro non ne ha.

È una frattura che attraversa due secoli di storia, capace di desertificare paesi, svuotare borghi, spegnere economie artigiane e agricole abbandonate dalla politica, spesso più incline a chiedere tributi che a generare opportunità. Interi territori hanno visto partire generazioni intere, lasciando sulle montagne e nelle campagne case chiuse, botteghe vuote, silenzi che raccontano più di mille discorsi parlamentari.

Lo storico Emilio Sereni diceva che si emigra “per non mangiare solo pane e coltello”. Vito Teti e Piero Bevilacqua hanno descritto con lucidità questo esodo: un’Italia meridionale che si svuota mentre l’America si riempie di creatività e talento.

Ed è così che i discendenti di quelle partenze forzate sono diventati, oltreoceano, simboli di successo:
Stanley Tucci, radici calabresi di Marzi, oggi star internazionale;
Mark Ruffalo, l’Hulk del cinema, con antenati calabresi;
Al Molinaro, volto indimenticato di Happy Days;
Rocco Commisso, da Marina di Gioiosa Jonica ai vertici delle telecomunicazioni mondiali.

Storie che riempiono libri e orgoglio, mentre i paesi d’origine si svuotano.

E il paradosso è che questo copione continua, identico. I giovani laureati guardano a Canada, Stati Uniti, Nord Europa come frontiere reali di possibilità: stipendi dignitosi, crescita professionale, un futuro. Con la promessa mai mantenuta di un ritorno, perché, al momento di scegliere, la domanda resta sempre la stessa: che cosa mi offre il mio Paese? E il confronto, puntualmente, si chiude prima ancora di cominciare.

Così, mentre le statistiche registrano l’ennesima ondata di partenze, la politica assiste immobile, quasi fosse spettatrice di un destino inevitabile. Come Eveline dei Dubliners di Joyce, che osserva l’amore partire dal molo sapendo, nel profondo, che non lo rivedrà mai più. È l’immagine perfetta di un’Italia che guarda partire i suoi figli senza riuscire a trattenerli.

Ieri come oggi, la storia si ripete: i paesi si spopolano, l’identità si assottiglia, e la politica resta ferma. A guardare, appunto.

Pino Cinquegrana

Recent Posts

Persone al Centro continua a crescere: Ciro Montanaro entra nel Dipartimento Sviluppo Patrimoniale, Marketing e Innovazione Digitale

Esperienza, spirito imprenditoriale e visione innovativa si aggiungono al percorso del progetto. Al suo fianco…

8 minuti ago

Pasqua a Parigi: riti, tradizioni francesi e luoghi sacri da scoprire

Trascorrere la Pasqua a Parigi significa immergersi in una città dove la spiritualità cristiana si…

8 ore ago

Parc de la Ciutadella, il cuore verde di Barcellona nato sulle tracce della storia

Nel cuore di Barcellona, tra il quartiere della Ribera e il mare, si apre uno…

1 giorno ago

Roma riunisce il cinema mondiale: primo Congresso internazionale dei festival cinematografici

Roma diventa il centro della cooperazione cinematografica internazionale. Dal 27 al 30 ottobre 2026, la…

2 giorni ago

Osteopata Milano: affidati a un professionista qualificato per trattamenti osteopatici personalizzati, pensati per migliorare la mobilità e favorire il benessere del corpo.

Prendersi cura del proprio corpo significa prestare attenzione ai segnali che manifesta e adottare soluzioni…

2 giorni ago

San Blas: mare, cultura e relax

Le isole San Blas, gestite dalla comunità indigena Guna, rappresentano una meta ideale per famiglie…

2 giorni ago