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Ostuni e San Vito dei Normanni ospitano il Festival della Cooperazione Internazionale 2025: otto giorni per ripensare il futuro globale

Dal Mediterraneo come spazio di pace alla ricostruzione postbellica, passando per i diritti delle persone con disabilità e il dramma dei migranti: l’edizione 2025 del Festival della Cooperazione Internazionale, in programma dall’11 al 19 ottobre tra Ostuni, San Vito dei Normanni e Brindisi, si annuncia come un crocevia di pensiero, testimonianza e azione.

Promosso da AIFO e dalla RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, con il patrocinio di enti locali e partner internazionali, il Festival giunge alla sua nona edizione e si inserisce nella Campagna AIFO per l’Inclusione 2025. Il tema scelto – “La cooperazione internazionale e il futuro delle istituzioni globali” – risuona con forza in un mondo segnato da guerre, disastri ambientali e crescenti diseguaglianze.

Franco Colizzi: “Non possiamo rinunciare al dialogo”

«In un contesto mondiale attraversato da conflitti e crisi umanitarie, è urgente domandarsi quale sia oggi il ruolo delle istituzioni globali nate per garantire la pace e la convivenza tra i popoli», afferma Franco Colizzi, coordinatore del Festival. L’evento si ispira all’Obiettivo 16 dell’Agenda ONU 2030, dedicato alla promozione di società pacifiche, inclusive e giuste.

San Vito dei Normanni apre il Festival con giornalismo e testimonianze

La presentazione inaugurale dell’11 ottobre, presso Casa Carbotti a San Vito dei Normanni, vedrà la partecipazione del sindaco Silvana Errico e del giornalista Alessandro Nardelli, voce attenta alle dinamiche sociali e culturali del territorio. Nardelli accompagnerà il pubblico in un dialogo aperto con i rappresentanti dell’Associazione Migrantes e con un ospite del SAI locale, contribuendo a dare profondità e contesto alle testimonianze sulla migrazione nel Mediterraneo.

Quattro sezioni tematiche per un dialogo globale

Il programma si articola in quattro blocchi tematici:

  1. Memoria e testimonianza – Con la mostra fotografica “Migranti nel Mediterraneo” di Marcello Carrozzo e le esposizioni “Escaping People” e “Itaca sempre”, il Festival dà voce al coraggio e alla sofferenza di chi attraversa il mare in cerca di dignità.
  2. Diritti e disabilità – Al centro, la presentazione della “Dichiarazione di Amman – Berlino 2025” e un convegno con i Garanti territoriali, esperti e rappresentanti istituzionali.
  3. Convivialismo per cooperare – Un dialogo filosofico e civico sul Manifesto del Convivialismo, con la partecipazione di studiosi e attivisti.
  4. Ricostruire la pace – Incontri sulla ricostruzione postbellica e il futuro dell’ONU, con la firma del Patto di collaborazione tra Ostuni, San Vito dei Normanni e Kobleve (Ucraina).

Eventi, musica e partecipazione

Musica, teatro e convivialità accompagneranno le giornate, con esibizioni degli “Sbandieratori-Battitori ‘Nzegna di Carovigno” e dei “Portatori di Gioia” di Ceglie Messapica, oltre alla Cena Mediterranea per l’Inclusione presso l’Istituto Alberghiero di Carovigno.

Un invito alla cittadinanza

Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico. Il Festival si propone come spazio civico di confronto intergenerazionale, dove cittadini, scuole, associazioni e istituzioni possono contribuire con idee e proposte. Come ricorda Colizzi, «il Festival è un progetto di progetti, un incontro tra persone e culture diverse che vogliono condividere una visione comune: quella di un Mediterraneo di pace, giustizia e solidarietà».

Domenico Nardo

Presidente dell'"Associazione Culturale Rachele Nardo-LLFF", avvocato, docente di discipline giuridiche ed economiche presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, scrittore, conduttore radiofonico.

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