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Fresco di stampa l’opera dialettale del compianto professore Mario Griffo di Maierato. A giorni la presentazione

La Calabria, regione dell’Italia meridionale, ha una ricchissima tradizione orale fatta di canti popolari e proverbi tramandati di generazione in generazione. Questi testi raccontano la vita quotidiana, l’amore, il lavoro, la religione, la fatica, la saggezza contadina e il rapporto con la natura.

Trascrivere canti antichi, proverbi, e detti di varia natura ha accompagnato il compianto autore Mario Griffo in una lunga ricerca sul campo registrando la parlata, l’intonazione e l’uso linguistico che questo o quel processo linguistico rendeva comunicazione nella parlata Maieratana e dintorni. Docente di lettere classiche nei licei, conoscitore profondo del latino, per anni ha coltivato la passione per la fotografia che nel tempo divenne professionalità artistica fino a poterla definire antropologia dell’immagina del mondo contadino e artigiano. Canti d’amuri e di sdegno ripercorrono antichi sentire di dichiarazioni d’amore e, nell’eventuale rifiuto, esaltazioni di difetti verso colei che non ha condiviso tanta passione raccontata in versi improvvisati dove la donna comparata alla bellezza di fiori come il giglio e la rosa o a forme astrologiche come il sole e la luna ecco che diventa faccia come il rospo, o somigliante a forme che denigrano il fisico. Ma nell’opera non mancano richiami al mondo classico che, nella tradizione popolare di Maierato, nella provincia di Vibo Valentia, riprende dal mondo classico caro all’autore come in Catullo (carme XXIII) che ribalta il codice comportamentale di un invito a cena che in lingua dialettale così viene riportato nel testo Caru cumpari,si voi mu ti ‘mbitu/ portati pani, ca ‘u meu è mucatu;/ portati vinu, ca ‘u meu è acitu, caru cumpari, si voi mu ti ‘mbitu.

Uno studio il cui progetto ed elaborazione grafica è dello studioso del dialetto Maieratano Domenico (Mimmo) Rizzo mentre la scheda bibliografica è stata curata dalla professoressa Marialisa Maruccio. Un lavoro che ha avuto l’approvazione dei fratelli Griffo, specialmente di Domenico che recuperato tutto il materiale raccolto dal fratello Mario ha deciso di rendere onore a pubblicare uno studio che gia l’autore voleva dare alle stampe prima dell’infausto epilogo. A giorni la presentazione nel periodo dell’ultima festa paesana d’autunno detta degli “Scrisi” a cui si lega la tradizione popolare della festa alla Madonna della Provvidenza.

Redattore Travel

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