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La Calabria autentica vive nello sguardo e nel coraggio di quei due Uomini della Guardia Costiera.

La Calabria autentica vive nello sguardo e nel coraggio di quei due Uomini della Guardia Costiera. (di Paolo Fedele)

L’aggressione subita dai due uomini della Guardia Costiera di Vibo Valentia Marina, colpiti da mani vigliacche mentre svolgevano con dedizione il loro servizio, è l’ennesima ferita inferta non solo allo Stato, ma a tutta la Calabria. Un gesto di codardia e di stampo criminale che conferma, purtroppo, come la nostra terra sia ancora ostaggio di chi pensa di piegare la comunità con la violenza e la sopraffazione.

Ma sarebbe ipocrita non guardare oltre. Da decenni la Calabria è stata illusa, tradita e abbandonata da una politica che ha preferito alimentare il proprio ego piuttosto che rispondere ai bisogni reali della collettività. Una politica di facciata, di slogan, di propaganda, incapace di costruire percorsi di crescita e di riscatto. Nel silenzio e nell’indifferenza, la nostra gente è stata lasciata sola, mentre chi alzava la testa veniva messo ai margini, costretto a fuggire o a vivere nel timore.

Così, a dominare la scena restano i pochi violenti, gli stessi che continuano a gettare fango sull’immagine di una terra che avrebbe mille motivi per splendere. E intanto i giovani migliori, i più coraggiosi e talentuosi, sono costretti a partire, portando altrove il loro valore, perché qui chi osa sperare troppo viene stritolato dall’inerzia e dall’indifferenza.

Non bastano più le parole di circostanza, le campagne di solidarietà di un giorno, le promesse che si dissolvono con il vento. Serve una rivoluzione morale e civile, un risveglio collettivo che spezzi le catene dell’egoismo e dell’omertà. Serve una politica nuova, che non abbia paura di sporcarsi le mani per costruire il bene comune, che non si limiti a cercare consenso ma lavori per restituire dignità a una terra martoriata.

La Calabria autentica vive nello sguardo e nel coraggio di quei due uomini della Guardia Costiera che, nel silenzio del loro dovere incondizionato, sono stati feriti dalla mano vile di facinorosi. Essi non sono solo vittime, ma testimoni di una terra che non si arrende, di un popolo che chiede giustizia e rispetto. In quel gesto di servizio c’è la Calabria che resiste, quella che non si piega, quella che vuole rinascere con dignità e con il cuore rivolto alla luce della legalità.

Paolo Fedele

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