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Pizzo, dieci anni di inclusione: il Malferà Beach celebra una decade di impegno e speranza

Dieci anni fa nasceva a Pizzo il Malferà Beach, il centro balneare gratuito dedicato alle persone con disabilità e alle loro famiglie. La direttrice Carmensissi Malferà celebra un traguardo importante, ricordando un cammino fatto di lotte, ostacoli e soddisfazioni.

«In questi anni – spiega – abbiamo affrontato di tutto: dispetti, furti, atti vandalici, frane, manomissioni, allagamenti. Eppure non ci siamo mai arresi. Con l’aiuto di Dio siamo riusciti a riportare in mare persone che non lo vivevano più da 20 o 30 anni, a far conoscere l’acqua a chi non l’aveva mai toccata, a ridare gioia e serenità a famiglie che l’avevano perduta».

Il Malferà Beach è diventato negli anni un luogo di speranza e inclusione, dove i bambini imparano il valore dell’accoglienza, dell’arte, della bellezza e dei principi cristiani, tutto in un clima di semplicità e gratuità. «Abbiamo aperto le braccia della nostra famiglia a chiunque avesse bisogno – sottolinea Malferà – offrendo sempre il massimo, senza alcun sostegno comunale, provinciale o statale. Le spese sono state coperte grazie al 5×1000 e al sostegno di amici e volontari».

La direttrice ha voluto ringraziare i genitori, la famiglia, i volontari e gli amici che negli anni hanno contribuito a mantenere vivo il sogno, riconosciuto anche da Rai Radio 1 tra i tre migliori centri balneari per disabili in Italia. «Chi ci ha ostacolato – aggiunge – ci ha resi più forti. Chi ha Dio nel cuore non teme nulla».

Il bilancio di questo decennio non è solo fatto di fatica ma anche di miracoli quotidiani: miglioramenti nella salute di tanti amici disabili, esperienze di vita condivisa e una comunità che cresce intorno all’idea che il mare sia un bene di tutti.

«Chiediamo solo – conclude Carmensissi Malferà – di pregare affinché arrivino volontari volenterosi e forti, capaci di portare avanti questo sogno che è diventato il mare d’aMare per tutti. Alla fine saremo giudicati sull’amore che abbiamo donato».

Franco Torchia

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