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Colidio, dal gol in rovesciata con l’Inter alla sfida da ex al Mondiale per Club

La storia dell’attaccante argentino che giovedì notte a Seattle affronterà i nerazzurri con la maglia del River Plate

Una rovesciata che incantò Spalletti. Ci sono gesti tecnici che possono cambiare il destino di un calciatore, momenti che restano impressi nella memoria di chi li ha vissuti. Per Facundo Colidio quel momento arrivò il 5 novembre 2017, quando alla sua prima partita da titolare con la maglia della Primavera nerazzurra sorprese tutti con una rovesciata alla Carlo Parola – proprio come quella immortalata nelle storiche figurine Panini – realizzata sotto lo sguardo attento di Luciano Spalletti.

Oggi Colidio veste la maglia del River Plate, ha già lasciato il segno al Mondiale per Club con un gol al debutto e si prepara ad affrontare la sua ex squadra giovedì notte al Lumen Field di Seattle, in una sfida che determinerà il primo posto nel girone della competizione FIFA.

Un talento precoce conteso dai grandi club

Dall’Argentina a Milano, passando per Rafaela. La storia nerazzurra di Colidio inizia nell’estate del 2017, quando Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, lo portò ad Appiano Gentile investendo sette milioni di euro per strapparlo al Boca Juniors. Un acquisto importante, nella stessa finestra di mercato che vide arrivare anche Alessandro Bastoni, lasciato poi in prestito all’Atalanta.

L’argentino di Rafaela fu presentato come un autentico “crack”, un talento su cui avevano messo gli occhi Real Madrid, Manchester United e Arsenal. Punta di movimento dotata di buona tecnica e grande istinto per il gol, Colidio incarnava il prototipo del giovane sudamericano dal futuro luminoso. A 17 anni venne affidato alla Primavera di Stefano Vecchi, ambiente ideale per la sua maturazione.

Gli anni d’oro in Primavera

Trofei, gol e un’esultanza speciale. Il periodo di Colidio nella Primavera interista fu ricco di soddisfazioni. Nella sua prima stagione vinse la Supercoppa di categoria realizzando una doppietta in finale, si laureò campione d’Italia battendo la Fiorentina nell’ultimo atto e trionfò anche nel prestigioso Torneo di Viareggio, pur saltando la fase a eliminazione diretta per impegni con la nazionale.

Il bilancio fu decisamente positivo: 32 partite, nove reti, due assist e un’esultanza che lo accompagna ancora oggi, quella “C” mimata con le mani in onore della sua fidanzata storica, Clara. La stagione 2018-19 lo vide protagonista con 12 gol e sei assist, con la ciliegina di una doppietta al Barcellona di Ansu Fati in Youth League, malgrado le finali perse in Supercoppa e campionato Primavera. Durante quell’anno collezionò anche tre panchine in prima squadra sotto la guida di Spalletti.

La cessione e la rinascita in patria

Il ritorno in Argentina dopo l’esperienza europea. Il percorso di Colidio in nerazzurro si interruppe nel 2019, quando la dirigenza decise di mandarlo in prestito al Sint-Truiden, in Belgio. L’esperienza non fu particolarmente fortunata: tre reti in due stagioni prima di tornare a Milano senza trovare spazio. Nel gennaio 2022 volò al Tigre, in Argentina, dove formò un’interessante coppia d’attacco con Mateo Retegui, attuale centravanti della nazionale italiana.

L’Inter si separò definitivamente da lui nel 2023, cedendolo per 5 milioni di euro, prima del suo passaggio al River Plate. Gli ultimi due anni hanno visto Colidio rinascere: 25 gol e due trofei conquistati, tra cui il campionato argentino. Un rendimento che non sorprende gli appassionati che seguono il calcio sudamericano attraverso piattaforme specializzate come 22bet link 2025, dove analisti e pronostici avevano previsto il suo rilancio in patria.

Incroci di destini

Vecchi compagni diventati avversari. Quando scenderà in campo contro l’Inter, Colidio ritroverà volti familiari. Il primo è Sebastiano Esposito, con cui ha condiviso diverse partite nella Primavera 2018-19. Ritroverà anche Piero Ausilio, l’uomo che credette in lui portandolo in Italia. Un cerchio che si chiude, in una competizione che, a differenza del calendario calcistico irlandese con le sue peculiarità, rappresenta il palcoscenico più prestigioso a livello di club.

Nel suo periodo all’Inter, Colidio ha condiviso lo spogliatoio con tanti talenti che hanno poi preso strade diverse: Nicolò Zaniolo, Gabriele Zappa, Marco Bettella, Eddie Salcedo, Jens Odgaard (quest’anno vincitore della Coppa Italia con il Bologna), Kinglsey Mulattieri e Niccolò Corrado. Tutti protagonisti di percorsi differenti nel calcio professionistico.

Giovedì notte, quando l’argentino sfiderà i nerazzurri, sarà come chiudere un capitolo della sua vita calcistica. L’Inter resta un ricordo lontano e felice, ma ora la sua realtà è il River Plate e la possibilità di guidare los Millonarios al successo nel Mondiale per Club passa anche dalla sfida contro il suo passato.

Redattore Travel

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