A rilevarlo è un’indagine condotta da Acea, da cui emerge come sulle strade dell’Europa si registrino 45 vittime stradali per milione di abitanti ogni anno, rispetto alle 66 nel 2011. L’European Automobile Manufacturers’ Association ha stilato la classifica dei Paesi del Vecchio Continente dove è più pericoloso guidare, sulla base degli incidenti fatali avvenuti tra il 2011 ed il 2021. Lo scorso anno in Italia hanno perso la vita in incidenti 3.159 persone, per una crescita del 9,9% rispetto all’anno precedente ed un calo dello 0,4% sul 2019. Il tutto senza contare i 223.475 feriti del 2022. Il costo sociale degli incidenti è attorno ai 18 miliardi di euro, lo 0,9% del Pil. L’Italia, come altri Paesi europei, ha aderito al progetto dell’Ue “Obiettivo zero vittime nel 2030” che ha come obiettivo la riduzione del 50% del numero di incidenti e vittime entro il 2030, per arrivare al 2050 con zero morti sulle strade.
Il Paese che registra più vittime sulle strade è la Romania, con 92 incidenti fatali per milione di abitanti nel 2021. Un dato migliore rispetto al 2011, quando i sinistri fatali erano 100 per ogni milione di abitanti. Sul podio dei Paesi con le strade più pericolose ci sono anche Bulgaria e Lettonia, rispettivamente con 81 e 78 incidenti per milione di abitanti. La Polonia, in testa nel 2011 con 110 vittime, è il paese che ha compiuto i progressi migliori, considerati i 59 del 2021.
L’Italia è allineata alla media europea, con 49 incidenti mortali per milione di abitanti rispetto ai 65 del 2011. Ma guidare in Italia è più pericoloso rispetto alle maggiori nazioni europee, come Spagna, Germania, Francia. Le strade più sicure d’Europa, invece, si trovano a Malta con 17 morti sulle strade, davanti a Svezia (20) e Danimarca (22).
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