La Giunta regionale della Toscana ha approvato le disposizioni per l’ attivazione del bando relativo alle tecniche di lavorazione ridotta dei suoli. L’intervento ha la finalità di tutelare la risorsa suolo incentivando pratiche che attenuino i rischi erosivi e che contribuiscano al mantenimento della sostanza organica, riconoscendo un premio ad ettaro agli agricoltori che si impegnano in questo senso. Prevedendo un periodo di impegno di cinque anni con inizio dal 1 gennaio 2024, il bando ha una dotazione di 300mila euro all’anno per un totale di 1 milione e 500mila euro.
“Il passaggio dalle abituali lavorazioni profonde del terreno, come ad esempio l’aratura, alle tecniche di lavorazione a minori profondità senza alterare il terreno o di semina diretta senza lavorazione – spiega la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – consente di contrastare in modo efficace il degrado dei suoli, migliorandone la struttura e la resistenza all’erosione e al compattamento. Al tempo stesso permette di contrastare la riduzione della sostanza organica e aumentare la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua. Quindi – conclude – l’intervento concorre anche agli obiettivi della Strategia nazionale di mitigazione dei cambiamenti climatici e a quelli della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”.
L’intervento prevede un sostegno per ettaro all’anno a favore dei beneficiari che si impegnano ad adottare sulle superfici a seminativo una delle seguenti azioni:
– azione 3.1 Adozione di tecniche di semina su sodo: 340 euro/ettaro;
– azione 3.2 Adozione di tecniche di minima lavorazione: 210 euro/ettaro.
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