La sanzione sarà applicata nella partita del prossimo 20 novembre tra Ucraina e Italia, decisiva per la qualificazione degli azzurri ai prossimi Europei. La gara nominalmente si giocherà in casa dell’Ucraina, in realtà si svolgerà a Leverkusen, in Germania, per la guerra in corso. L’Uefa ha chiuso parzialmente lo stadio neutro all’Ucraina.
La punizione arriva perché durante le partite contro l’Inghilterra (a Wroclaw) e contro l’Italia, al Meazza di Milano, i tifosi ucraini hanno tenuto condotte razziste, hanno bloccato alcuni passaggi pubblici e acceso fumogeni vietati. Il ricorso presentato dalla Federcalcio di Kiev è stato parzialmente accolto, ma la Uefa ha deciso di multare la federazione con 15 mila euro, chiudendo parzialmente lo stadio per la prossima partita “casalinga” e di vietare la vendita dei biglietti in trasferta. Per questo la federazione ucraina dovrà comunicare al governo europeo del calcio quali settori dello stadio tedesco saranno chiusi. Almeno 5 mila posti dovranno rimanere vuoti.
Il razzismo negli stadi è sempre stato un problema, in Ucraina. Nell’aprile del 2017 durante la sfida tra le due big del campionato, Dinamo Kiev e Shakhtar Donetsk, i tifosi di casa esibirono uno striscione che recitava “100% bianchi” e in curva indossarono cappucci in stile Ku Klux Klan, atteggiamento provocatorio contro i tanti giocatori di colore presenti all’epoca nella squadra di Donetsk.
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