Italia

Intervista al compositore Marco Samuel

Marco Mandoliti, in arte Marco Samuel, nasce a Cosenza nel 1991 ed è un pianista e compositore italiano. Conseguito il diploma accademico in pianoforte ed il primo livello in composizione presso il Conservatorio di Cosenza nel 2013, si trasferisce a Milano per proseguire gli studi musicali, iscrivendosi al biennio di alto perfezionamento artistico per maestri collaboratori presso lʼAccademia del Teatro alla Scala. Questa esperienza di studi è per lui determinante dato che potrà entrare in contatto con alcune delle più importanti personalità artistiche dello spettacolo operistico come: Zubin Mehta, Adam Fisher, Peter Stein, Ruggero Raimondi, Leo Nucci e James Vaughan, primo pianista della Scala con cui in seguito approfondirà gli studi pianistici. Successivamente nel 2018 si iscrive alla Educational Music Academy, scuola di composizione fondata dal maestro Roberto Cacciapaglia, dove completa gli studi di composizione e pubblica il suo primo album “Scenery”, da poco disponibile sulle piattaforme digitali, prodotto dallo stesso Roberto Cacciapaglia e distribuito a livello mondiale da Believe Digital. Attualmente svolge l’attività di compositore presso l’etichetta Ema Edition.

Intervista:

Qual è stato il tuo percorso artistico e professionale fino a qui?
È stato un percorso lungo ed intenso ma molto emozionante. Finiti gli studi pianistici presso il conservatorio della mia città ho deciso di trasferirmi a Milano per continuare gli studi iscrivendomi presso l’Accademia del Teatro Alla Scala. Lì ho affrontato un lungo periodo di tirocinio, come pianista accompagnatore dei cantanti lirici, e da questa meravigliosa esperienza ho imparato molto. Gran parte delle abilità musicali là imparate mi son servite tanto anche per quel riguarda la mia professione attuale. Dopo l’esperienza scaligera ho deciso di abbandonare quel mondo per dedicarmi completamente alla composizione, ed è proprio in seguito a questa volontà che ho deciso di iscrivermi nel corso di perfezionamento artistico indetto dal maestro Roberto Cacciapaglia che, dopo un anno di corso, molto intenso, ha scelto i giovani compositori più meritevoli pubblicando le opere più belle. Ora che è passato circa un anno da quest’ultima esperienza mi ritengo davvero fortunato ad aver avuto la possibilità di conoscere un grande del nostro tempo come Cacciapaglia e ritengo che con quest’ultimo percorso nella sua accademia io abbia dato inizio alla mia carriera artistica, con l’album “Scenery”.

Ci parli del tuo nuovo progetto “Scenery”, legato a musica e immagini?
Il progetto “Scenery” è un’opera dedicata alla natura che in tempi bui come questi che stiamo vivendo ne risente molto. Infatti il messaggio che si evince e che ho voluto attribuirgli è proprio questo: “la natura è parte di noi e deve tornare ad essere protagonista”. Poi c’è il tema del viaggio, infatti si tratta di un viaggio avventuroso nella natura. Questo progetto è nato proprio in seguito al mio innato desiderio di viaggiare ed esplorare il mondo. Infine l’ultimo tema connesso e conseguente è il tema della libertà tant’è che il CD si chiude proprio con “Freedom”, l’ultimo brano. In sostanza si tratta di un viaggio nella natura verso la libertà e si deduce questo come concept dell’album. A livello musicale ampia è stata la ricerca, ho esplorato numerosi generi musicali, dai pianisti contemporanei come Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi e Roberto Cacciapaglia fino alle ultime tendenze della musica Pop. Il tutto ha dato vita ad un genere indefinito ma coerente con l’idea che volevo esprimere. Nonostante questo, trattandosi di musica legata alle immagini, ciò che emerge maggiormente come genere musicale è quello della musica per film.

Credi che il tuo genere musicale debba essere maggiormente valorizzato? E se sì, in che modo?
Essendo questo il mio primo lavoro e trattandosi di un genere musicale personale ma un po’ fuori le righe penso di sì, ma non pretendo che debba essere maggiormente valorizzato dal momento che dai prossimi progetti il mio intento sarà quello di confrontarmi e orientare il mio genere musicale verso generi musicali già conosciuti, non perdendo di originalità ovviamente.

Perché secondo te oggi la musica e l’arte in generale sono importanti? E perché si dovrebbe già da piccoli imparare a suonare uno strumento?
Io penso che, soprattutto oggi, l’arte e la musica siano indispensabili in quanto si tratta di linguaggi in grado di farci sentire più vicini alla nostra essenza. Grazie alla musica, infatti, è possibile percepire sensazioni che nella vita quotidiana spesso ci sfuggono. Secondo me è importante imparare a suonare uno strumento sin da piccoli perché i bambini apprendono meglio la professione e più velocemente di un adulto, ammesso che vi sia però una predisposizione naturale.

Che cosa vorresti fare che ancora non hai fatto?
Viaggiare è un mio grande desiderio. Spero che la musica prima o poi mi conceda di realizzare questo mio sogno facendomi vivere emozioni uniche.

 

 

 

Redattore Travel

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