Culture

Il rito tradizionale della vestizione

 

 

Sebbene possa apparire come un discorso macabro, quella della cura del defunto è una pratica millenaria, che inizia dagli Egiziani e arriva fino ai giorni nostri. Prendersi cura di una salma, è un rito che potremmo dire essersi dissolto nella storia. Già dai poemi omerici e per molte culture indù, questa pratica fu vista come di buon auspicio verso quello che sarebbe stato il viaggio verso l’aldilà: senza un’appropriata cura del defunto, si potrebbe rischiare di far vagare la sua anima senza pace per l’eternità. Il rito storico della vestizione della salma, praticato da onoranze funebri come Cattolica San Lorenzo, ha avuto svariate modifiche nel tempo, che hanno fatto decadere alcune credenze e ne hanno portato ad affermarne altre. Oggi, se si va ad una veglia, si dedica molta attenzione all’esposizione della salma e alla sua relativa posizione in rapporto al corredo funebre, ma perché? Fondamentale è tenere a mente che questo rito non viene attuato immediatamente dopo il decesso, ma viene effettuato in seguito, affinché il fenomeno post mortem possa rendere più facile la preparazione.

 

Il corredo che accompagna

 

Un punto forte di questo rito è la scelta del corredo. La vestizione infatti è legata alla credenza popolare che vedono nell’aldilà la prosecuzione della vita terrena, quindi vi sono delle inevitabili necessità materiali. Oltre a provvedere al vestiario, in alcune località italiani persiste l’usanza di porre all’interno della bara alcuni oggetti cari al defunto, di prima necessità. Inoltre non manca l’inserimento di messaggi, che come credenza proviene direttamente dai tempi del paganesimo romano, secondo cui si pensava di rendere il viaggio in paradiso meno preoccupante o spaventoso. È usuale, specialmente al sud Italia, inserire nel proprio testamento gli oggetti che si desidera avere con sé nella tomba, anche se ci sono degli oggetti che per tradizione vengono posizionati nella bara: la medaglietta della  Vergine, il rosario e il libro delle preghiere sono presenti continuamente. Questi oggetti sono parte integrante del corredo funerario, di cui troviamo testimonianza anche nel pane, nelle monete e nelle lanterne. Infine, tradizione vuole, che si pongano tra le mani o nella tasca della salma qualche moneta affinché si possa pagare il traghetto per il fiume Giordano, che secondo la tradizione cristiana è quello in cui venne battezzato il figlio di Dio.

 

L’outfit di amici e parenti

 

Al di là della preparazione della singola salma, chi partecipa ad un funerale ha l’obbligo di seguire un certo codice di abbigliamento. Ci sono delle regole appropriate da rispettare dai membri della famiglia e da parte di tutti gli altri partecipanti. Secondo il galateo, l’abbigliamento più idoneo prevede un tessuto sobrio e nero o, in alternativa, tonalità molto scure. Per gli uomini sono consigliati abiti non troppo vistosi, per le donne invece non sono consigliare gonne corte, scollature profonde e trucco eccessivo. Il nero è stato convenzionalmente scelto come simbolo di lutto da indossare principalmente nel Meridione italiano, dove le donne più anziane sono ancora molto fedeli a questa testimonianza. Queste donne anziane rispettano il lutto per un lungo periodo di tempo in relazione al grado di parentela con il defunto: sei mesi di lutto per la morte del coniuge, tre per un fratello o uno dei figli. Scegliere il giusto abbigliamento per la salma e per gli ospiti di un funerale, ha un retaggio culturale antichissimo che oggi persiste ma sta, gradualmente, scemando.

 

Alessia Scotto

Recent Posts

Savona, Bastione del Brandale: memoria storica e panorami mozzafiato

Tra i luoghi simbolo della città di Savona, il Bastione del Brandale rappresenta un perfetto…

12 ore ago

Violenza sulle donne, l’Università della Tuscia mobilita istituzioni e associazioni: a Viterbo una rete per il cambiamento

Contrastare la violenza di genere richiede un impegno che coinvolga istituzioni, università, associazioni e comunità…

17 ore ago

Il modello 231 e il Codice Etico, webinar il  30 novembre

Il modello 231 e il Codice Etico, lunedì 30 novembre arriva il webinar gratuito della…

19 ore ago

Francavilla Angitola riscopre le sue radici: il Festival dell’Emigrante diventa una grande festa di comunità

Si è concluso, con un bilancio decisamente positivo, il “Festival dell’Emigrante” nel Paese del Drago,…

22 ore ago

Il Social Media Manager è il professionista che gestisce i social network aziendali, crea contenuti strategici e migliora la presenza online del brand.

Il Social Media Manager è il professionista che gestisce i social network aziendali, crea contenuti…

1 giorno ago

Dati strutturati e visibilità AI: gli errori più comuni da evitare

I dati strutturati permettono di dire ai motori di ricerca in modo esplicito di cosa…

1 giorno ago