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Premi Nobel: la settimana delle assegnazioni (e le previsioni)

Questa è la settimana dell’assegnazione dei Premi Nobel, i più prestigiosi riconoscimenti scientifici al mondo: l’appuntamento, come al solito, è a Stoccolma, dove saranno annunciati i vincitori del 2018. Nella giornata di lunedì 1 ottobre sono stati annunciati i primi vincitori: James Allison, dell’università del Texas, e Tasuku Honjo, dell’università di Tokio, si sono aggiudicati il premio Nobel per la medicina per le loro scoperte nella lotta contro il cancro. I due ricercatori hanno infatti scoperto due proteine (una a testa) in grado di attivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Nella motivazione ufficiale si fa riferimento alla scoperta di “un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta a un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone”. Il premio, come di consueto, è stato assegnato da 50 esperti del Karolinska Institutet di Stoccolma.

Nei giorni a venire verranno assegnati i premi mancanti: Fisica e Chimica, Pace ed Economia (che verrà assegnato lunedì 8). Manca all’appello il premio Nobel per la Letteratura, che non sarà assegnato per via del noto scandalo che ha coinvolto Claude Arnault, membro dell’accademia dal 1992. Intanto, gli esperti di Clarivate Analytics hanno ipotizzato i nomi dei possibili vincitori dei premi Nobel in base alle citazioni sui paper scientifici. Vediamo i papabili ai Nobel per Fisica, Chimica ed Economia.

Premio Nobel per la Fisica: chi potrebbe vincere

Secondo Clarivate Analytics, sono quattro i fisici che potrebbero vedersi assegnare il prestigioso premio. In primis, David Awschalom, dell’università di Chicago, e Arthur C. Gossard, docente di ingegneria elettrica e informatica all’University of California Santa Barbara: i due sono responsabili dell’osservazione sperimentale dell’effetto Hall di spin nei semiconduttori, fenomeno già predetto nel 1971 ma verificato solo quattro anni fa.

Accanto ai due, c’è Sandra M. Faber, astrofisica della University of California Santa Cruz, che ha sviluppato metodi all’avanguardia per determinare età e dimensioni delle galassie, oltre ad aver fatto altri studi nell’ambito della materia oscura fredda. Infine, tre scienziati che si sono occupati di materiali come il carbonio e hanno sviluppato superconduttori per ottimizzare l’immagazzinamento dell’energia: sono Yury Gogotsi, Rodney S. Ruoff e Patrice Simon, tutti esperti di scienza dei materiali.

Premio Nobel per l’Economia: i papabili

Chi si “contenderà” invece il premio Nobel per l’Economia? Manuel Arellano (docente al Cemfi di Madrid) e Stephen R. Bond (Oxford University) potrebbero vincere il premio grazie alla teorizzazione degli stimatori Arellano-Bond, che analizza i dati longitudinali con l’estrazione della risposta economica che si verifica al mutare di una variabile precisa. Tra i candidati al premio Nobel per l’economia anche il professor David M. Kreps, professore alla Stanford ed esperto di teoria dei giochi (a cui lavorò il celebre John Nash, scomparso qualche anno fa), che ha sviluppato il concetto di equilibrio sequenziale nei giochi non cooperativi, ossia legati non solo alla strategia di ciascun giocatore, ma anche alle strategie che ogni giocatore ipotizza stiano usando gli avversari. Candidati al premio anche i professori Wesley M. Cohen (della Duque University) e Daniel A. Levinthal, (University of Pennsylvania), che hanno individuato e sviluppato il concetto di capacità assorbitiva, con cui di intende la capacità di aziende e individui di valutare e applicare le conoscenze esterne.

Premio Nobel per la Chimica: i possibili nomi in lizza

Potrebbe aggiudicarsi il premio Nobel per la Chimica il professor Eric N. Jacobsen, della Harvard University, che ha sviluppato l’epossidazione di Jacobsen (che prende appunto il suo nome, una reazione chimica in grado di generare gli epossidi, eteri molto reattivi.  Altro candidato, il professore emerito di chimica strutturale alla Georg-August-Universität Göttingen George Sheldrick: i suoi lavori nell’ambito della cristallografia potrebbero portargli in dote il Nobel. Sheldrick ha infatti creato Shelx, una serie di programmi in grado di generare la struttura dei cristalli a partire da informazioni tratte dai raggi X e dalla diffrazione dei neuroni.

Chiude il cerchio dei papabili alla vittoria la chimica JoAnne Stubbe, dal leggendario MIT, il Massachusetts Institute of Technology. Nei prossimi giorni, dunque, scopriremo se le previsioni di Clarivate Analytics si saranno rivelate esatte o, al contrario, a vincere saranno dei ricercatori da altre università prestigiose e di successo: è possibile infatti che le previsioni vengano ribaltate (come nel caso del premio Nobel per la Medicina).

Redattore Travel

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