Era il 30 gennaio 1972 quando a Derry, Irlanda del Nord, una pacifica manifestazione per i diritti civili viene brutalmente messa a tacere dall’esercito britannico, che uccide a freddo quattordici persone tra cui sei minorenni, in quella che passerà alla storia come Bloody Sunday, Domenica di Sangue. Quarantacinque anni dopo la memoria è ancora viva. Il giornalista Fulvio Grimaldi è stato l’unico fotoreporter italiano a documentare la pacifica Marcia culminata in massacro.
Grimaldi è tornato in Irlanda per testimoniare alla terza inchiesta sui fatti di Derry. Qui nessuno ha dimenticato, tutto è ancora fresco come vernice nella mente e nelle strade di Bogside, quartiere chiave del Bloody Sunday. Ciò è possibile grazie alla potenza espressiva di numerosi murales che tappezzano edifici, muri, case.
Un’opera in particolare cattura l’attenzione di Fulvio Grimaldi. Si tratta del murale che raffigura uno dei suoi scatti più famosi, divenuto icona della Domenica di Sangue. Proprio quell’immagine, inserita in una vera e propria “galleria di strada” sarà occasione di incontro tra il fotoreporter e i creatori delle opere, i Bogside Artists, gruppo di artisti composto dai fratelli William e Tom Kelly e da Kevin Hasson.
Le loro testimonianze e opinioni, unite a quelle del compianto Padre Edward Daly e del Premio Nobel John Hume, rendono “Bogside Story” un documento prezioso e necessario, un emozionante racconto tra storia, arte e politica. Infatti il racconto è capace di rinnovare senso di solidarietà e rispetto per le diverse identità. Scritto e diretto da Rocco Forte e prodotto da Megapixell di Pietro Laino, “Bogside Story” esce nelle sale giovedì 20 settembre con Distribuzione Indipendente.
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