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A Madrid la storia della pittura europea dal Medioevo alla fine del XX secolo

I turisti che amano visitare le città d’arte non posso fare a meno di scegliere Madrid e di ammirare il Museo Thyssen-Bornemisza con la collezione permanente che traccia la storia della pittura dell’Europa dal Medioevo alla fine del XX secolo.

Museo Thyssen-Bornemisza: cosa vedere

Il Museo ospita più di mille opere d’arte. Punte di diamante sono le collezioni di pittura del Trecento con Duccio di Buoninsegna, Cristo e la samaritana, una grisaglia di Jan Van Eyck o la scuola primitiva fiamminga con il Dittico dell’Annunciazione. Interessante la selezione di ritratti del XV secolo, tra i quali risaltano quello di Giovanna Tornabuoni realizzato dal Ghirlandaio e quello di Un cavaliere sconosciuto, opera del Carpaccio.

Il paesaggio e la pittura di genere si apprezzano nelle sale museali. Gli stessi temi vengono ripresi dai pittori romantici, gli impressionisti Degas e Monet e i postimpressionisti Van Gogh e Gauguin.

Spazio alle avanguardie del XX secolo: fauvismo, espressionismo, surrealismo, astrazione e pop art. Arlecchino allo specchio di Picasso, Pittura con tre macchie n.196 di Kandinsky, Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio di Dalí, Il gallo di Chagall, Stanza d’albergo di Hopper e Donna nel bagno di Lichtenstein sono alcune delle opere più importanti del secolo scorso.

La collezione è frutto dell’impegno collezionistico del defunto barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza e di suo padre, il barone Heinrich.

Villa Favorita era piccola per ospitare tutte le opere e il barone cercò una nuova ubicazione. La vicinanza del Museo del Prado e l’edificio messo a disposizione dalla Spagna, lo convinsero a trasferire la collezione al Palacio de Villahermosa di Madrid.

La baronessa proseguì nelle acquisizioni. Le opere sono visitabili nelle 16 nuove sale dedicate alla Collezione Carmen Thyssen-Bornemisza.

Chiara Mangialupi

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