Non credo ci sia una fine all’aprire bocca senza pensare. E questa mi è sembrata un’ulteriore occasione, da parte di un Ministro della Repubblica, per dimostrare quella che definirei miopia selettiva, deformazione teorica, cataratta intellettuale.
Quando si parla di persone, di donne, di rapporti e di buon gusto, credo sia necessario fermarsi un momento. Ogni persona è un dono, ma anche ascolto, supporto e, perché no, sopportazione: prima di tutto per se stessi e poi per gli altri, soprattutto quando si parla di una relazione a due.
Altra cosa è il buon gusto. E, se proprio vogliamo discuterne, possiamo farlo.
Ma c’è un particolare che mi ha incuriosita.
Ho osservato ed esaminato attentamente la firma del Ministro Tajani. E allora il consiglio che mi sento di dare è molto semplice: vivere un po’ di più con i piedi sull’asfalto, nella terra, e utilizzare l’ascolto e l’osservazione, anche silenziosa.
Perché prima di parlare degli altri, forse sarebbe utile imparare ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire.
Ecco, questo è uno di quei casi in cui nella mente riecheggia una famosa locuzione latina: “abissum abissum invocat”, abisso chiama abisso.
E poi, alla fine, chiedono anche resilienza agli italiani.
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