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Addio timbri, benvenuto digitale: l’EES ridisegna l’ingresso in Europa

Il sistema europeo di ingresso/uscita (EES) è ufficialmente operativo in tutta l’Unione europea e nello spazio Schengen. Dopo una fase di sperimentazione avviata lo scorso ottobre, il nuovo meccanismo digitale entra ora a pieno regime segnando una svolta storica nella gestione dei flussi migratori e dei controlli alle frontiere esterne dell’Ue. L’obiettivo dichiarato è duplice: rendere più efficienti i controlli e rafforzare la sicurezza comune, riducendo al contempo le irregolarità nei soggiorni di breve durata.

Secondo il commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione Magnus Brunner, si tratta del “sistema informatico di gestione delle frontiere più avanzato al mondo”. Il nuovo dispositivo sostituisce progressivamente il tradizionale timbro sul passaporto con una registrazione digitale completa, basata su dati biometrici e informazioni di viaggio dei cittadini extra-Ue.

Ma cosa cambia concretamente per chi viaggia in Europa?

L’EES, acronimo di Entry/Exit System, è un sistema automatizzato che registra ogni ingresso e uscita dei cittadini di Paesi terzi che attraversano le frontiere esterne dell’Unione per soggiorni di breve durata. Il meccanismo riguarda viaggi turistici, affari o transiti, con un limite massimo di permanenza fissato a 90 giorni ogni 180 giorni.

Al posto del timbro manuale sul passaporto, i viaggiatori saranno registrati tramite foto digitale e impronte biometriche, archiviate in un sistema centralizzato condiviso tra i 25 Paesi membri dell’area Schengen e gli Stati associati come Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Restano invece esclusi Irlanda e Cipro, che continuano a utilizzare controlli manuali.

Il sistema non si applica ai cittadini dell’Unione europea, né a chi possiede permessi di soggiorno o visti di lunga durata, ai diplomatici in missione, ai lavoratori transfrontalieri e ad altre categorie specifiche previste dalla normativa europea.

Tra gli obiettivi principali dell’EES vi è il contrasto all’immigrazione irregolare. Il sistema consente infatti di individuare automaticamente chi supera il periodo di soggiorno consentito o utilizza identità false. Inoltre, attraverso la raccolta di dati biometrici, le autorità potranno verificare in tempo reale la corrispondenza tra persona e documento.

Secondo la Commissione europea, il nuovo strumento porterà benefici anche ai viaggiatori regolari, grazie a controlli più rapidi e a una maggiore automazione delle procedure. Sono previste infatti opzioni self-service e la possibilità di inviare in anticipo i propri dati per velocizzare le operazioni di frontiera.

Tra i vantaggi indicati dalle istituzioni europee figurano anche una maggiore sicurezza per l’intero spazio Schengen, un miglior monitoraggio dei flussi e un supporto più efficace alle forze di polizia e alle autorità di frontiera.

Tuttavia, la fase iniziale potrebbe essere caratterizzata da criticità operative. Diverse associazioni del settore aeroportuale e del trasporto aereo hanno già segnalato il rischio di rallentamenti significativi, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. Si prevede che i tempi di attesa ai controlli possano aumentare, con la necessità per i passeggeri di arrivare in aeroporto anche con un anticipo di una o due ore rispetto al consueto.

Per questo motivo, alcune organizzazioni hanno chiesto alla Commissione europea di valutare una sospensione temporanea o un’applicazione flessibile del sistema durante la stagione estiva, almeno nelle fasi iniziali della sua introduzione.

Nonostante le difficoltà previste, le istituzioni europee sottolineano i risultati già ottenuti nella fase di test: oltre 51,5 milioni di ingressi e uscite registrati e più di 27.000 rifiuti di ingresso, tra cui centinaia di potenziali minacce alla sicurezza. Dati che, secondo Bruxelles, confermano l’efficacia del sistema nel rafforzare il controllo delle frontiere esterne.

L’introduzione dell’EES segna dunque un passaggio decisivo verso una gestione sempre più digitalizzata della mobilità internazionale in Europa, con l’ambizione di coniugare sicurezza, rapidità e modernizzazione dei controlli. Una trasformazione che cambierà in modo permanente il modo in cui milioni di viaggiatori entrano e escono dal continente.

Redattore Travel

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