Esistono addii che non lasciano macerie, ma consapevolezza. Per Linn, il nuovo singolo “Amore Universale” è molto più di una canzone sulla fine di una storia: è un manifesto di accettazione e maturità. Scritto in un pomeriggio di grazia insieme a Juliana Nikollaj e al produttore Luca Bottoli, il brano trasforma il dolore della rottura in un sentimento trascendentale, dove il rancore lascia il posto a un augurio sincero. Per l’artista, “universale” è tutto ciò che è stato immenso e che, nonostante il cambio di rotta, continua a brillare di una luce propria.
In questa intervista, Linn ci apre le pagine del suo “diario segreto”, raccontandoci la tensione e l’emozione di chi mette a nudo la propria fragilità davanti al pubblico. Tra riflessioni sul potere del perdono e la ricerca di un equilibrio sonoro capace di unire malinconia e liberazione, scopriamo il cuore di un progetto che invita l’ascoltatore a guardare oltre la fine, celebrando ciò che di prezioso resta sempre, anche quando le strade si dividono.
Linn, “Amore Universale” è un titolo che abbraccia un concetto immenso. C’è stato un momento preciso di connessione con gli altri o un’emozione forte che ti ha fatto sentire il bisogno di scrivere di un amore che va oltre il personale?
Il termine ‘amore universale “ è stato scelto per dare l’idea, per l’appunto, di qualcosa di enorme, trascendentale.
Il brano parla della fine di una storia e della sua accettazione.
Quando pronuncio le parole “Amore universale “ mi riferisco al fatto che quella persona per me rappresentava qualcosa di immenso, la consideravo il mio tutto.
Questo brano sembra voler superare i confini individuali per toccare corde comuni. Se dovessi descrivere “Amore Universale” con tre parole, quali sceglieresti per raccontare la sua essenza sonora e spirituale?
Direi: malinconico, liberartorio, maturo.
Trattare un tema così vasto può essere complesso senza cadere nella retorica. Durante la lavorazione di questa canzone, hai incontrato sfide particolari nel trovare il giusto equilibrio tra la tua voce e il messaggio che volevi lanciare?
Ho scritto questo brano assieme a Juliana Nikollaj e Luca Bottoli (produttore) in un solo pomeriggio!
Ho spiegato ai ragazzi di cosa avrei dovuto parlare, quale Mood volevo trasmettere, e loro hanno prontamente dato vita ai miei pensieri.
L’idea era quella di raccontare un’emozione condivisibile a tutti, come l’accettazione di una fine.
Invece di parlare della solita rottura dolorosa che si porta dietro del rancore, io ci ho tenuto particolarmente a parlare di perdono.
Il testo parla di un sentimento che unisce e che non conosce barriere. C’è una frase del brano a cui sei particolarmente affezionata e che secondo te riassume meglio il cuore di questo “Amore Universale”?
Secondo me la frase “No, non ti porto rancore, le strade sono diverse e mi va bene anche se non siamo più noi” descrive perfettamente il concetto che sin da subito avrei voluto esprimere.
Oggi la musica è spesso frammentata e veloce, ma il tuo singolo sembra cercare un punto d’unione. Come vivi il momento della pubblicazione di una canzone così densa di significato? Ti senti più emozionata nel condividerla o senti la responsabilità del messaggio che porta?
Come per tutti i miei brani, pubblicare una canzone è come condividere una pagina del mio diario segreto.
Ogni pezzo è parte del mio vissuto e permetto agli ascoltatori di fruirne e poter rivivere anche le loro esperienze attraverso i miei racconti personali.
Quindi sì, sono sempre molto tesa, mi chiedo sempre se sarò in grado di farmi capire e di arrivare in maniera corretta ai miei ascoltatori.
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