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Cosi la FSP Polizia di Stato Enna posta sulla piattaforma sociale di facebook
“FSP Polizia di Stato Torino “Askatasuna il male assoluto”: L’unico spazio che gli va concesso e’ il carcere
ANSA – TORINO 31 GEN – Askatasuna e’ il male assoluto. E’ una associazione criminale eversiva che violentando la democrazia vuole imporre la propria ideologia con la violenza traviando anche le menti dei giovani . Lo sostiene il sindacato di polizia Fsp con il segretario generale provinciale di Torino Luca Pantanella. Anche oggi Torino e’ sulla cronaca nazionale – dice Pantanella – per questo gruppo di criminali che vuole legittimare le proprie violenze e le occupazioni abusive. Anche oggi i poliziotti hanno messo in gioco la propria incolumita’ per dire no alla violenza e riaffermare la presenza dello Stato e delle regole . L’unico spazio concedibile ai membri di Askatasuna – afferma – e’ quello del carcere. Chiediamo di riconoscere Askatasuna come associazione terroristica e di perseguire chi vi si riconosce e chi anche dalla politica difende il suo operato perche’ e’ chiaro che vogliono la morte dei poliziotti e la morte di chi governa e della democrazia espressa dai cittadini. Sono un pericolo vero e oggi hanno privato della liberta’ i cittadini perbene di Torino che sono rimasti a casa o hanno chiuso le loro attivita’ per paura.”
Siamo di fronte non a manifestazioni di dissenso o pacifiche garantite dalla nostra Costituzione ma ad atti di vera e propria guerriglia con vili attacchi alle nostre Forze dell’Ordine che, anche essendo rimasti feriti hanno continuato a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica (attaccati con cassette di fuochi d’artificio lanciati ad altezza d’uomo, incendio di cassonetti, incendio di automezzi, lancio di pietre, uso e sradicamento di pali segnaletici, uso di lamiere utilizzate come scudi, lancio di fumogeni e bombe molotov ecc. ecc.) questo dimostra che non sono degli sprovveduti o sono li per manifestare pacificamente ma sono organizzati per attaccare con l’intento di uccidere o fare molto male con veri e propri atti di terrorismo da strada. Il pestaggio di un Agente appartenente alla Polizia di Stato e un attacco alla democrazia e alle sue Istituzioni. Lo Stato deve riaffermare la propria presenza garantendo le regole, le norme di legge, le disposizioni o direttive che vengono emanate e se occorre integrarle per assicurarne il rispetto, garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini, oltre che garantire la democrazia in uno Stato di diritto. Le associazioni criminali e che si comportano come terroristi volendo imporre le proprie edee e la propria ideologia con la violenza vanno sciolte.
Il terrorismo di strada è una nuova forma di terrorismo che si sta manifestando in questi ultimi tempi nel nostro Paese. Si riferisce ad atti di violenza premeditati e diffusi , spesso motivati da una ideologia, sono volti a creare il panico tra la popolazione tentando di destabilizzare l’ordine pubblico, attaccando e colpendo in contesti urbani ad alta densità abitativa e di infrastrutture e servizi che la popolazione utilizza nelle nostre grandi città o metropoli. Queste azioni includono attentati ed aggressioni che mirano a colpire la società. (terrorismo che si divide in ideologico di destra o di sinistra oppure di natura etnica e religiosa).
Art. 17 “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”
Affinché questi atti non si verifichino deve necessariamente essere data più tutela e più poteri alle Forze dell’Ordine, chi si comporta in quel barbaro modo deve essere assicurato alla giustizia e deve rimanere in carcere in quanto pericolosi per la società. Lo Stato deve intervenire con ogni mezzo per far rispettare l’ordine e la legalità anche e se occorre, con l’uso delle armi in dotazione alle Forze dell’Ordine cambiando le regole di ingaggio. Chi si accompagna e li sostiene o non ne prende le distanze senza se o senza ma o forse, si rende loro complice.