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I Militari e le Associazioni d’Arma – Un addio dal servizio attivo ma che profuma di futuro: il Luogotenente Mauro Antinolfi, una vita al servizio dell’onore.

Le Associazioni d’Arma e Categoria sono organizzazioni che riuniscono i militari in congedo (alcuni persino ancora in servizio). Appartengono alla varie specialità delle Forze Armate (Esercito, Marina, Carabinieri e Aeronautica) ma anche a Corpi Armati dello Stato ad Ordinamento Militare come ad esempio la Guardia di Finanza, con lo scopo di mantenere vive le tradizioni militari, per onorare la memoria dei Caduti, militari che hanno perso la vita in servizio o in guerra, promuovere i valori della Patria (l’amore per il proprio paese, l’onore, la disciplina, lealtà alle Istituzioni  e alle tradizioni, orgoglio nazionale e il senso di appartenenza ad una comunità basata su storia, cultura, la solidarietà e principi comuni) come quelli sanciti dalla Costituzione italiana, offrire supporto alla collettività e alle Istituzioni, coordinandosi spesso attraverso il Consiglio Nazionale (ASSOARMA). Le Associazioni Combattentistiche e d’Arma svolgono un ruolo fondamentale anche nel promuovere il benessere dei propri soci – militari in congedo, in servizio e talvolta anche per i loro familiari — attraverso attività di assistenza morale, sociale e materiale. Queste organizzazioni, spesso senza finalità di lucro, cementano i vincoli di cameratismo mantenendo vivi i valori e le tradizioni delle Forze Armate. Rientrano nelle Associazioni di Volontariato riconosciute dallo Stato e generalmente poste sotto la vigilanza del Ministero della Difesa. 

Un addio che profuma di futuro: il Luogotenente Mauro Antinolfi, una vita al servizio dell’onore

     Ci sono addii che non segnano una fine, ma un passaggio. Addii che non chiudono una porta, bensì spalancano nuovi orizzonti. Quello del Luogotenente C.S. Mauro Antinolfi, dopo 47 anni e 7 mesi di servizio nell’Arma dei Carabinieri, è uno di questi: un congedo che ha il sapore della continuità, della fedeltà ai valori, dell’onore che non conosce pensionamento.

Con il sorriso di chi sa di aver dato tutto e con lo sguardo fiero di chi non smette di credere nella missione, Antinolfi saluta il servizio attivo. Lo fa con gratitudine, consapevole di aver intrecciato la propria vita con quella delle comunità servite, lasciando impronte silenziose ma profonde, come solo chi indossa una divisa con rispetto sa fare. Un cammino lungo quasi mezzo secolo, fatto di sacrifici quotidiani, notti insonni, responsabilità gravose e scelte difficili. Un cammino che oggi diventa memoria viva, esempio, testimonianza.

Ma per chi ha fatto dell’impegno una vocazione, fermarsi non è un’opzione. Ed è così che il Luogotenente Antinolfi ha scelto di continuare a servire, trovando una nuova casa nell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Caprioli di Pisciotta. Un approdo naturale, quasi inevitabile, dove i simboli, i valori e lo spirito dell’Arma continuano a respirare.

«La decisione è stata immediata», racconta con emozione. «Sentivo il bisogno di restare parte di quella famiglia che ha segnato la mia esistenza. Qui ho ritrovato il calore umano, l’identità, l’onore che mi hanno guidato per tutta la carriera».

Accanto a questo nuovo impegno civile, si apre per Antinolfi un’altra dimensione altrettanto profonda: quella delle radici, della storia, del lignaggio. Il Luogotenente ha deciso di dedicarsi con rinnovata passione allo studio e alla valorizzazione del millenario Casato Antinolfi, legittimamente riconosciuto da tre sentenze arbitrali, depositate presso il Tribunale Ordinario di Lagonegro e pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

Un Casato che attraversa i secoli, riconosciuto a livello internazionale dallo Stato di Antigua e Barbuda, il cui capo è Carlo III d’Inghilterra, dalla Confederazione della Repubblica del Brasile, e da diversi Tribunali ecclesiastici di varie confessioni religiose. Una storia che intreccia diritto, tradizione, spiritualità e memoria. «La storia del mio Casato è la mia storia», afferma con orgoglio. «Sono stato adottato con adozione internazionale, araldica e d’onore dal discendente diretto dell’ultimo Zar di tutte le Russie, che mi ha conferito i titoli nobiliari del suo lignaggio. È una responsabilità che onoro con rispetto e dedizione». Parole che raccontano non solo un’eredità nobiliare, ma una visione della vita fondata sul servizio, sull’identità e sulla continuità dei valori. Perché l’onore, come la storia, non si eredita soltanto: si custodisce, si vive, si trasmette. E così, mentre una divisa viene riposta con rispetto e una nuova strada si illumina all’orizzonte, il Luogotenente Mauro Antinolfi dimostra che l’onore non va mai in congedo. Cambiano i ruoli, mutano le stagioni della vita, ma resta intatta quella fiamma interiore che ha guidato ogni suo passo: il servizio al prossimo, la fedeltà ai valori, la dignità del dovere. La sua non è la storia di un addio, ma quella di una continuità che sfida il tempo, di un uomo che ha saputo essere Carabiniere nel cuore prima ancora che nella divisa, custode della legge e della memoria, ponte tra passato e futuro. E mentre il nuovo capitolo si apre, una certezza risuona forte come un giuramento pronunciato davanti alla bandiera:

finché esisteranno uomini come Mauro Antinolfi, l’onore avrà sempre un nome, una voce e un esempio da seguire, e comunque, qualunque sia il sentiero, sarà percorso con passo fermo, cuore saldo e lo sguardo rivolto avanti. Perché alcune vite non smettono mai di servire.

 

Fernando Antonio Toma di San Fernando

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