Barcellona, durante il periodo natalizio, diventa un luogo incantato per i più piccoli, mescolando antiche tradizioni catalane, creatività urbana e attenzione alle famiglie. Nei quartieri della capitale catalana, la città si apre ai bambini con una varietà di attività: laboratori, spettacoli, mercatini, villaggi tematici e celebrazioni culturali che mantengono vive le radici e le storie popolari.
Il cuore delle festività è Plaça de Catalunya, trasformata in un grande spazio interattivo con laboratori creativi, giochi sostenibili, spettacoli di marionette e attività teatrali. Qui, ogni anno, si tiene il Festival de Nadal, con una programmazione culturale gratuita pensata per coinvolgere i più piccoli e le loro famiglie. La piazza diventa così una “casa aperta” per l’infanzia, dove si può partecipare a laboratori di disegno, costruzione di giocattoli in legno, letture animate e concerti di villancicos (i canti natalizi spagnoli).
Una delle figure più amate è il Tió de Nadal, il tradizionale ceppo di legno sorridente che i bambini catalani “nutrono” nei giorni precedenti al Natale e che poi, la vigilia, “caga regals” (letteralmente “fa i regali”). In molte piazze e centri civici, come nel quartiere di Gràcia o al Parc de la Ciutadella, vengono organizzati caga tió collettivi, dove decine di bambini si alternano a colpire il tronchetto cantando le filastrocche tradizionali. È un momento di allegria condivisa, tra folclore e identità culturale.
Il Poble Espanyol, villaggio-museo ai piedi di Montjuïc, ospita ogni anno un Villaggio di Natale dove i bambini possono incontrare Babbo Natale, scrivere la lettera ai Re Magi, partecipare a laboratori e assistere a spettacoli. Qui la magia incontra la storia, con strade illuminate e allestimenti che rievocano la tradizione dei presepi viventi.
Non mancano le iniziative inclusive e solidali. In molti distretti – come Sant Martí, Sants-Montjuïc e Nou Barris – le biblioteche pubbliche e i centri civici propongono attività gratuite per i bambini: dalle letture plurilingue per famiglie migranti, ai laboratori creativi con materiali riciclati, fino agli spettacoli teatrali accessibili anche a bambini con disabilità. Il Comune promuove inoltre l’iniziativa “Cap nen sense joguina” (Nessun bambino senza giocattolo), che coinvolge emittenti radiofoniche, associazioni e volontari in una grande raccolta e distribuzione di doni.
Un episodio raccontato da una maestra di una scuola del Raval, uno dei quartieri più multiculturali della città, restituisce il senso profondo del Natale a Barcellona:
«Durante il laboratorio sul Tió, un bimbo filippino ci ha chiesto: “Perché il tronco fa i regali se non parla?”. Un altro, catalano, gli ha risposto in perfetto castigliano: “Perché è come i nonni: anche se non parlano tanto, ti vogliono bene lo stesso.” E lì abbiamo capito che la festa, più che un evento, è un linguaggio comune.»
A Barcellona, il Natale dei bambini è fatto di sguardi, racconti, leggende e gesti semplici. Una città moderna, ma profondamente legata alla sua cultura popolare, riesce così ogni anno a trasformare le sue strade in luoghi d’incontro e fantasia, dove ogni bambino – qualunque sia la sua lingua o provenienza – può sentirsi parte di una storia collettiva.
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