Francavilla Angitola conserva un’antica tradizione che richiama alla mente il celebre rito di Cocullo in Abruzzo, pur con modalità proprie. Durante la festa del santo patrono, San Foca martire, la statua viene portata in processione. I fedeli, devoti contro il morso dei serpenti, offrono dolci votivi a forma di serpente.
Questa usanza affonda le radici in antichi riti agro-pastorali legati alla fertilità e alla protezione dei raccolti, poi confluiti nel culto cristiano del Santo protettore. L’uso rituale dei serpenti testimonia la fusione tra tradizioni pagane e devozione cristiana, una traccia ancora viva dell’identità culturale del Mediterraneo.
Il confronto con Cocullo è immediato: nel piccolo centro abruzzese, la festa di San Domenico Abate vede la statua del Santo interamente ricoperta di serpenti e accompagnata da una processione spettacolare, con la partecipazione di numerosi serpari locali. Una tradizione riconosciuta come patrimonio culturale immateriale e conosciuta in tutta Italia.
A Francavilla Angitola il rito, pur meno noto a livello nazionale, mantiene un fascino particolare, con modalità più sobrie ma con radici storiche e simboliche analoghe, dedicate alla protezione del territorio, dei raccolti e della comunità.
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