Il Capitano dell’ Ingratitudine (di Paolo Fedele)
C’è chi, dopo aver tratto beneficio da un’organizzazione per anni, al momento di andarsene non trova di meglio che sputare nel piatto dove ha mangiato. Dimentica che ciò che è stato non gli è dovuto, ma gli è stato concesso grazie alla fiducia e alle opportunità ricevute.
Ancor peggio è quando, per accreditarsi o sentirsi ancora rilevante, arriva a sparlare di chi oggi occupa il posto che un tempo fu suo, con parole ignobili e gratuite, vantandosi peraltro di uno status che non gli appartiene più.
È l’espressione più triste dell’ingratitudine: quella di chi, non sapendo accettare il proprio tramonto, cerca luce denigrando gli altri.
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