Ieri sera, mentre in Medio Oriente si festeggiava un evento storico — la firma dell’accordo di pace e la resa dei miliziani di Hamas — negli studi televisivi italiani si respirava tutt’altro clima.
Musi lunghi, sguardi persi nel vuoto, toni da veglia funebre. No, non era Al Jazeera né Irib. Era La7, era Piazza Pulita.
Mentre in Israele e a Gaza esplodeva la gioia per la fine di un incubo, in studio si masticava amaro, si cercavano colpe, si analizzavano “sfumature”, come se la pace fosse diventata una brutta notizia.
Davvero incredibile: quando arriva la guerra, si grida allo scandalo; quando arriva la pace, si abbassa lo sguardo.
Un copione già visto: il dispiacere di chi, di fronte a un mondo che prova a ricucire, preferisce restare a strappare.
Ma questa volta la storia ha deciso di voltare pagina — con o senza il loro applauso.
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