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Presepe tradizionale e presepe moderno: Barcellona tra sacro, ironico e identità catalana

A Barcellona il Natale è un viaggio tra la tradizione più radicata e l’innovazione più sorprendente. Il presepe, simbolo universale della Natività, qui si declina in due anime parallele: da un lato il presepe tradizionale, fedele alla raffigurazione sacra del momento della nascita di Gesù; dall’altro il presepe moderno, spesso provocatorio, artistico e talvolta ironico. Due modi diversi di raccontare la stessa storia, che si intrecciano nella cultura catalana e che ogni anno, tra dicembre e gennaio, affascinano residenti e turisti.

Il presepe tradizionale in Catalogna, come in molte regioni cattoliche, ha origini antiche. Realizzato con statuine in terracotta o legno, raffigura la Sacra Famiglia, i pastori, gli angeli, i Re Magi e l’immancabile paesaggio agreste. Tuttavia, a renderlo profondamente catalano è l’inserimento di una figura unica nel panorama natalizio europeo: il “Caganer”. Questo personaggio, generalmente raffigurato come un contadino con pantaloni abbassati nell’atto di defecare, viene nascosto tra le statuine del presepe come portafortuna, simbolo di fertilità, prosperità e del ciclo naturale della vita. Benché possa sembrare irriverente, il Caganer è considerato parte integrante della tradizione e mai offensivo, tanto che ne esistono versioni moderne con volti di politici, calciatori e celebrità.

Parallelamente, a partire dagli anni Novanta, Barcellona ha visto fiorire una nuova forma di espressione: il presepe moderno. Installazioni artistiche, reinterpretazioni minimaliste, sculture luminose o costruzioni astratte trovano spazio nei musei, nei centri civici e persino nelle piazze pubbliche. La Plaça de Sant Jaume, cuore istituzionale della città, ospita ogni anno un presepe contemporaneo commissionato dal Comune. Si tratta spesso di opere concettuali che suscitano discussioni, riflessioni e – a volte – polemiche. Alcuni cittadini ne criticano la mancanza di spiritualità, altri ne esaltano la capacità di attualizzare il messaggio natalizio con uno sguardo sociale, ecologico o interculturale.

La convivenza tra queste due visioni del presepe è un perfetto specchio dell’identità di Barcellona: una città che rispetta le radici religiose e popolari, ma che al tempo stesso si apre all’arte contemporanea e alla libertà espressiva. Non a caso, il presepe è anche una manifestazione del sentimento catalano: il Caganer ne è simbolo, ma anche la stessa valorizzazione del paesaggio, dei costumi locali e della lingua nei presepi artigianali parla di una cultura che si afferma con orgoglio.

Visitare Barcellona nel periodo natalizio significa immergersi in questa dualità, osservando le bancarelle del Mercat de Santa Llúcia con le classiche statuine accanto a reinterpretazioni moderne e surreali. Il presepe diventa quindi molto più di una semplice decorazione: è un’espressione viva del legame tra tradizione e innovazione, tra fede e ironia, tra identità collettiva e creatività individuale. Ed è proprio questa sintesi a rendere il Natale catalano un’esperienza unica e indimenticabile.

Redattore Travel

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