Categories: Culture

Alemanno dietro le sbarre: la cella diventa tribuna, il carcere grida in Senato

Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e figura storica della destra italiana, oggi è detenuto nel carcere di Rebibbia. Condannato a 1 anno e 10 mesi per traffico di influenze illecite, dopo la violazione delle prescrizioni dei servizi sociali, è finito dietro le sbarre all’inizio del 2025.

Ma non è il silenzio a caratterizzare la sua detenzione. Alemanno ha scelto di scrivere, e le sue lettere dal carcere sono diventate un caso politico e culturale. Una di queste, in particolare, ha fatto il giro del Paese: letta pubblicamente in Senato il 4 luglio scorso, ha trasformato la cella in una tribuna, dando voce a una realtà troppo spesso ignorata.


La lettera letta in Senato: un grido dal caldo dell’abbandono

La lettera letta dalla senatrice Elisabetta Trenta in Aula non è solo un testo personale: è un atto d’accusa contro lo Stato, scritto con tono lucido, amaro e insieme istituzionale. Parole forti, precise, che non cercano pietà ma pretendono attenzione.

“La situazione carceraria in Italia è arrivata a un punto di collasso: suicidi continui, sovraffollamento, mancanza di agenti, condizioni igieniche vergognose. Tutto ignorato dalla politica.”

Alemanno descrive in modo diretto e crudo il caldo insopportabile nelle celle, trasformate in “forni d’estate e ghiacciaie d’inverno”. Parla di sei persone stipate in spazi ristretti, dell’assenza di aria condizionata, dell’impossibilità di accedere all’acqua fredda o a cure mediche dignitose. Racconta di detenuti anziani, malati, in attesa di una misura alternativa che non arriva mai.

Non si limita a una denuncia generica. Fa nomi, chiama in causa il Parlamento, il Governo, il ministro Nordio. Chiede che la politica si assuma la responsabilità costituzionale di garantire dignità ai reclusi, ricordando che l’art. 27 della Costituzione prevede la funzione rieducativa della pena — funzione ormai svuotata, dice, da decenni di disinteresse.


Uno sguardo dall’interno che prima non c’era

“Se non fossi qui dentro, forse non avrei mai visto tutto questo. E forse non lo racconterebbe nessuno.”

È questa una delle frasi chiave di Alemanno. La sua trasformazione — da uomo delle istituzioni a testimone del loro fallimento — dà forza alle sue parole. Non è un radicale, non è un garantista militante: è un ex ministro, un ex sindaco, un simbolo della destra istituzionale. Proprio per questo, il suo grido suona più scomodo.

Nelle sue lettere, Alemanno non cerca attenuanti. Ma rivendica il diritto di denunciare una realtà che, anche senza colpe, è disumana. Parla dei detenuti come uomini, non numeri. E lo fa usando la sua condizione di recluso per dare voce a chi, recluso da anni, non ha voce né ascolto.

Domenico Nardo

Presidente dell'"Associazione Culturale Rachele Nardo-LLFF", avvocato, docente di discipline giuridiche ed economiche presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, scrittore, conduttore radiofonico.

Recent Posts

Belgio, il “piccolo Einstein” conquista il mondo: a 15 anni dottorato in Fisica quantistica e sogna l’immortalità

Ha solo 15 anni, arriva dal Belgio e ha già raggiunto un traguardo che per…

1 ora ago

Snack sani fuori casa: come scegliere alternative pratiche e nutrienti

Tra spostamenti, lavoro, studio e giornate trascorse lontano da casa, lo spuntino finisce spesso per…

7 ore ago

Dalla poesia di Omero al cinema: cosa resta dell’Odissea

L'Odissea è uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale ed è giunta fino a…

13 ore ago

AgevolaCredito, arrivano nuove risorse per il bando della Camera di Commercio, opportunità per le imprese di ottenere tassi agevolati sui finanziamenti

Arrivano nuove risorse per il bando AgevolaCredito della Camera di Commercio, con opportunità per le…

14 ore ago

L’estate a Barceloneta, un angolo di paradiso tra mare, sport e gastronomia

Se c'è un luogo che incarna lo spirito dell'estate a Barcellona, è senza dubbio Barceloneta.…

1 giorno ago

La Calabria ha riacceso la luce: infrastrutture, turismo, identità e orgoglio di un popolo.                                

La Calabria ha riacceso la luce: infrastrutture, turismo, identità e orgoglio di un popolo.   …

1 giorno ago