Ci sono visioni che sussurrano come conchiglie,
sinfonie che danzano in silenzio sulle ciglia del tempo,
luce che scorre tra le vene del buio,
ombre che profumano di mattino.
Mi parlano in lingue mai nate,
con alfabeti d’acqua e vento,
oltre il recinto del dire.
Allora smetto di tradurre,
m’abbandono al silenzio,
al grembo del senso,
ascolto,
e respiro.
Non per capire,
ma per essere cullato.
Così, ascolto coi pori,
e vedo col cuore nudo.
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